Sono uscite le motivazioni della sentenza riguardante il famigerato, e parecchio discusso, processo escort. Quello per cui il Tribunale di Bari ha eseguito le condanne a 7 anni e 10 mesi per Gianpaolo Tarantini, con il reato di reclutamento di prostitute, a 3 anni e 6 mesi Massimiliano Verdoscia e a 2 anni e 6 mesi il pr milanese Peter Faraone, considerati complici di Tarantini, e a 4 mesi Sabina Began, la cosiddetta “ape regina” delle feste che si tenevano nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi. Sono invece stati assolti da tutte le accuse a loro carico Claudio Tarantini, il fratello di Gianpaolo, Francesca Lana e Letizia Filippi.

Nelle motivazioni della sentenza del processo escort si parla delle “abitudini di vita e i riprensibili costumi extraistituzionali” da parte di Silvio Berlusconi, che è stato “protagonista delle cene (poco) eleganti” che sono state fatte nella sua tenuta di Arcore.

Le feste incriminate nel caso escort si tenevano “beneficiando della costante, imprescindibile presenza di avvenenti, provocanti, disinvolte, spregiudicate, disinibite e soprattutto giovanissime donne”. La sentenza da parte del Tribunale di Bari aggiunge inoltre che molte ragazze erano protagoniste di “cene poco eleganti” che venivano organizzate “assiduamente, a volte freneticamente, nella maggior parte dei casi, nella esclusiva prospettiva di conseguire munifiche elargizioni economiche o altri vantaggi personali o addirittura – in modo ancor più lungimirante – di dare una svolta alle loro (talvolta, a dir poco modeste) vite”.

I giudici aggiungono che le escort erano “animate dalla speranza di guadagnare le sue attenzioni e di essere ‘elette’ per trascorrere la notte in sua compagnia, consentendo a soddisfarne anche le più perverse pulsioni erotiche, addirittura attraverso la consumazione di rapporti saffici”.

Nelle motivazioni della sentenza del processo escort, si specifica inoltre che Gianpaolo Tarantini cercava di sfruttare le “debolezze sessuali” di Silvio Berlusconi con lo scopo di “carpirne dapprima la confidenza, quindi pian piano la gratitudine e riconoscenza per quella discreta e volutamente non troppo ostentata opera di continua ricerca di donne rispondenti ad un determinato cliché da porre nella sua disponibilità per allietarne le serate ed appagarne la libidine, quando e come lo desiderasse”.