La corte d’appello di Milano ha stabilito la pena accessoria alla condanna di Silvio Berlusconi per frode fiscale nel processo Mediaset.

Nel pomeriggio di sabato 19 ottobre i giudici milanesi hanno inflitto all’ex presidente del Consiglio 2 anni di interdizione dai pubblici uffici. In mattinata si è tenuta l’udienza. Il nuovo giudizio era stato imposto dalla Cassazione il 1° agosto. Contemporaneamente alla conferma a 4 anni di reclusione, la Suprema corte aveva annullato i 5 anni d’interdizione, poiché la legge prevedeva per queste situazione un periodo da 1 a 3 anni.

I legali di Berlusconi (foto by InfoPhoto) hanno ovviamente ricorreranno in Cassazione contro questa misura. L’avvocato Niccolò Ghedini ha dichiarato che “Non avrebbe dovuto trovare ragione la pena interdittiva per le due questioni di legittimità costituzionale da noi sollevate“.

E’ ipotizzabile che il verdetto della Cassazione possa arrivare al massimo all’inizio del 2014. In ogni caso il Senato dovrà decidere sulla decadenza della carica parlamentare di Berlusconi.

Angelino Alfano ha commentato: “Ho sentito al telefono Berlusconi. Il nostro leader è forte e determinato come sempre. Noi siamo tutti con lui, impegnati, oggi più che mai, nella ricostruzione di un centrodestra moderno, competitivo, alternativo alla sinistra. Il nostro progetto va avanti e non sarà toccato da una sentenza che non priverà un leader del suo popolo, così come non priverà quel popolo del proprio leader“.