Silvio Berlusconi (foto by InfoPhoto) torna a ringhiare sulla scena politica italiana e dichiara guerra a tutti coloro che vogliono che termini la sua avventura nel mondo del Parlamento di casa nostra. Doveva essere l’occasione per celebrare davanti agli elettori la vittoria sull’Imu, invece è diventato un momento per rilanciare le sue accuse nei confronti dei magistrati della Cassazione. Il ritorno di Silvio Berlusconi in televisione, ai microfoni di Studio Aperto, è di quelli forti: “Se qualcuno pensasse di poter eliminare con un voto parlamentare, contrario peraltro al parere di autorevoli giuristi, il leader del primo partito italiano, cioè il sottoscritto, e questo venisse fatto sulla base di una sentenza allucinante e fondata sul nulla, allora ci ritroveremmo davvero in davanti a una ferita profonda e inaccettabile della nostra democrazia. Io credo che milioni di italiani non lo consentiranno”.

Poi sui temi politici: “L’abolizione dell’Imu – spiega – era un obiettivo importante atteso da tutti gli italiani, un punto cardine del nostro programma. Ho ancora nelle orecchie gli sberleffi che dovetti subire in campagna elettorale e ora è persino divertente constatare che i nostri avversari sono felici. A questi convertiti dell’ultima ora do il benvenuto. Agli italiani dico “abbiate buona memoria e ricordate di chi è il merito”". Il riferimento al Partito Democratico è chiaro. Poi prosegue: “Credo che l’aumento dell’Iva non debba farsi e si possa non fare – precisa - non c’è una sicurezza che con l’aumento dell’Iva aumentino le entrate dell’erario. L’obiettivo fondamentale per il futuro è un ulteriore e consistente alleggerimento della pressione fiscale. I consumi interni sono moribondi, serve uno shock positivo dell’economia”. Con la morte dell’Imu il Governo diretto da Enrico Letta è più stabile, ma il giorno del giudizio sarà il 9 settembre, quando ci sarà la discussione sulla legge Severino. E se si dovesse votare a favore della decadenza del Cavaliere da senatore, allora sarebbe stato solo tempo perso.