Antonio Esposito, giudice della Cassazione, verrà sottoposto il 20 giugno a giudizio disciplinare da parte del Consiglio superiore della magistratura per “violazione del dovere di riserbo e correttezza”. E’ questa la richiesta fatta dal procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani. Esposito è il presidente della corte che, nell’ultimo grado di giudizio, emise il 1° agosto 2013 la condanna definitiva nei confronti di Silvio Berlusconi nel processo Mediaset. Dovrà rispondere al Csm delle parole pronunciate pochi giorni dopo in un’intervista rilasciata al quotidiano napoletano Il Mattino.

Parlando al giornale, Esposito disse che Berlusconi venne “condannato perché sapeva, non perché non poteva non sapere“. Dopo la pubblicazione dell’intervista e l’immediato polverone che ne derivò, il giudice smentì di aver pronunciato quelle parole. Tuttavia il direttore del Mattino, Alessandro Barbano, confermò ogni parola: “Il presidente Esposito ha pronunciato esattamente le parole con la sintassi e la conseguenza logica con cui noi le abbiamo pubblicate” – dichiarò Barbano. Dell’intervista esiste una registrazione audio.