Mentre il collegio difensivo di Silvio Berlusconi espone le proprie ragioni durante la seconda giornata dell’udienza in Cassazione sul processo Mediaset, diventa sempre più convulso il turbinìo di voci e ipotesi su cosa accadrà dopo la sentenza. La richiesta di uno “sconto” sull’interdizione da 5 a 3 anni, fatta dal sostituto procuratore generale in chiusura di requisitoria, influirà sul futuro politico del Cavaliere? Potrebbe decidere di dimettersi immediatamente dal Senato, per tornare al 2015, alle prossime teoriche elezioni, nuovamente candidabile?

Se la suprema Corte dovesse confermare la condanna, salterà il Governo? Oppure Berlusconi (foto by InfoPhoto) imporrà ai suoi parlamentari di mantenere la calma e non ricorrere ad atti plateali, come la vociferata ipotesi delle dimissioni di massa? E se il Pdl dovesse confermare l’appoggio all’esecutivo di Enrico Letta, come si comporterà il Pd? E se invece l’ex presidente del Consiglio venisse assolto? Cambierebbero i delicati equilibri della maggioranza?

Renato Brunetta, uno dei più accesi esponenti del Pdl e capogruppo alla Camera, ha dichiarato alla trasmissione Radio anch’io: “Il Tribunale di Milano, così fondamentalista, un errore l’ha fatto: cinque anni d’interdizione erano troppi. Da questo punto di vista almeno uno spiraglio. Io sono ottimista, credo in tante persone perbene che compongono l’ordine della magistratura“.

Senza mezzi termini l’ex ministro Mariastella Gelmini, attuale vicepresidente del gruppo Pdl a Montecitorio: “Nessuna sentenza può privare Berlusconi della leadership confermata da milioni di elettori. L’alternativa a Berlusconi è Berlusconi“.

Per quanto riguarda direttamente Silvio Berlusconi, è trincerato in silenzio a Palazzo Grazioli, sede romana del partito. Tuttavia dagli organi di stampa trapelano frasi che avrebbe pronunciato ai suoi collaboratori. “Non lasciatevi andare ad alcun fallo di reazione, in queste ore pretendo il silenzio assoluto” – riporta Repubblica. Il Corriere della sera invece attribuisce al Cavaliere questa frase, che avrebbe pronunciato ad alcuni dirigenti Pdl: “Se mi assolvono, facciamo Forza Italia. Se mi condannano, vi darò l’indirizzo a cui mandarmi le arance“.