Non c’è ormai più niente da dire e da fare in attesa della sentenza sul processo Mediaset, che la Corte di Cassazione pronuncerà molto probabilmente nel pomeriggio di giovedì 1° agosto. Il collegio giudicante si riunirà in camera di consiglio a partire dalle 12.

I nervi sono tesi: poco dopo la chiusura dell’udienza di mercoledì 31 luglio, al termine delle arringhe di Niccolò Ghedini e Franco Coppi, era circolata la voce che i sostenitori di Silvio Berlusconi avrebbero organizzato una manifestazione a Roma davanti a Palazzo Grazioli, addirittura noleggiando dei pullman per radunare i manifestanti. La smentita è arrivata secca in serata. Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, ha diffuso una nota chiara: “Da giorni, siamo letteralmente inondati da testimonianze spontanee di vicinanza, affetto e solidarietà verso il presidente Berlusconi. In tutta Italia, erano e sono in preparazione manifestazioni, iniziative spontanee, atti di mobilitazione politica e insieme affettiva verso il presidente. Ma da giorni, e anche oggi, ci siamo assunti la responsabilità di fermare tutti. Nulla deve avvenire in un momento tanto delicato per il Paese. Pertanto, la notizia di una manifestazione davanti a palazzo Grazioli è destituita di fondamento“.

I legali dell’ex presidente del Consiglio (foto by InfoPhoto) hanno puntato nelle loro arringhe sul tema dell’assenza di prove certe della colpevolezza di Berlusconi nella frode fiscale per cui è stato condannato nei due precedenti gradi di giudizio a 4 anni di reclusione e 5 d’interdizione dai pubblici uffici. A questo link potete leggere le fasi salienti degli interventi difensivi. Martedì invece il sostituto procuratore generale, Antonio Mura, di cui potete riassumere qui la requisitoria, ha sostenuto la validità dei precedenti provvedimenti, chiedendo però che l’interdizione venga ridotta a tre anni.