Tra le prime reazioni del mondo politico dopo la sentenza della Cassazione, che ha confermato la condanna a 4 anni per Silvio Berlusconi, pur rinviando l’interdizione ad una nuova ridefinizione dei termini, uno dei primi è Beppe Grillo (foto by InfoPhoto), che sul suo blog ha scritto: “Berlusconi è morto. Viva Berlusconi! La sua condanna è come la caduta del Muro di Berlino nel 1989… Un muro d’Italia che ci ha separato dalla democrazia. Oggi questo muro, da tempo un simulacro, un’illusione ottica, tenuto in vita dagli effetti speciali dei giornali e della televisione, è caduto“.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha diffuso una nota: “La strada maestra da seguire è sempre stata quella della fiducia e del rispetto verso la magistratura, che è chiamata a indagare e giudicare in piena autonomia e indipendenza alla luce di principi costituzionali e secondo le procedure di legge. In questa occasione attorno al processo in Cassazione per il caso Mediaset e all’attesa della sentenza, il clima è stato più rispettoso e disteso che in occasione di altri procedimenti in cui era coinvolto l’on. Berlusconi. E penso che ciò sia stato positivo per tutti. Ritengo ed auspico che possano ora aprirsi condizioni più favorevoli per l’esame, in Parlamento, di quei problemi relativi all’amministrazione della giustizia, già efficacemente prospettati nella relazione del gruppo di lavoro da me istituito il 30 marzo scorso. Per uscire dalla crisi in cui si trova e per darsi una nuova prospettiva di sviluppo, il paese ha bisogno di ritrovare serenità e coesione su temi istituzionali di cruciale importanza che lo hanno visto per troppi anni aspramente diviso e impotente a riformarsi”.

Il segretario del Partito democratico, Guglielmo Epifani, è stato lapidario: “Il Pd, per il rispetto che si deve alla separazione dei poteri, chiede a tutte le forze politiche, e al Pdl in particolare di esprimere comportamenti rispettosi delle funzioni e dei poteri della Cassazione e di non usare forzature istituzionali, a seguito di una sentenza che muove dall’accertamento dei fatti e non da pregiudizi“.

Da parte del Pdl, Mara Carfagna: “Eravamo convinti dell’innocenza di Berlusconi, che non si poteva condannare una persona perché non poteva non sapere. Il tutto è senza senso e conferma il fatto che contro Silvio Berlusconi c’è un accanimento che dura da 20 anni, una guerra di una parte della magistratura. Berlusconi continuerà a combattere, ne sono certa. La sentenza non condizionerà il nostro senso di responsabilità“. E una delle più fedeli berlusconiane, Micaela Biancofiore, ha annunciato che rimetterà il mandato da sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Gli avvocati di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini e Franco Coppi, hanno diffuso una nota in cui dichiarano: “Siamo sgomenti di fronte a questa sentenza. Vi erano validissime ragioni per una piena assoluzione. Valuteremo e perseguiremo ogni iniziativa utile anche nelle sedi Europee per far si che questa ingiusta sentenza sia radicalmente riformata“.