Nell’udienza del 30 settembre di fronte alla Corte d’assise di appello di Firenze, durante il nuovo procedimento di secondo grado per l’omicidio di Meredith Kercher, le difese di Amanda Knox e Raffaele Sollecito hanno chiesto nuove perizie. Il legale della Knox (foto by InfoPhoto), Carlo Dalla Vedova, ha anche presentato una richiesta di legittimità costituzionale per scongiurare il rischio “Che una persona possa essere sotto processo a vita“, come ha dichiarato in aula. Questo perchè, secondo quanto sostiene l’avvocato, questo reato non va in prescrizione e potrebbe esserci una serie infinita di rinvii tra Corte d’assise d’appello e Cassazione.

Knox e Sollecito sono stati assolti in appello un anno fa. Contro questa sentenza hanno fatto ricorso la Procura generale e la famiglia Kercher e la Cassazione ha annullato le assoluzioni, disponendo un nuovo processo d’appello. E’ invece stato condannato definitivamente a 16 anni di reclusione Rudy Guede. Meredith Kercher venne uccisa nel 2007.

L’avvocato di Sollecito, Giulia Bongiorno, ha chiesto le perizie per approfondire la situazione della scena del delitto. In aula il legale ha dichiarato: “Com’è possibile trovare enormi quantità di tracce di Guede e non una traccia di Amanda? Com’è possibile che l’unica traccia di Raffaele, che noi naturalmente contestiamo, sia solo sul gancetto?“. Il padre di Sollecito, Francesco, ha dichiarato ai giornalisti: “Siamo tranquilli e convinti dell’assoluta innocenza di Raffaele“.

Francesco Maresca, legale della famiglia Kercher, ha dichiarato alla stampa: “Siamo convinti della colpevolezza di Amanda e Raffaele, della loro presenza sulla scena del crimine”. E in una lettera alla Corte la sorella di Meredith Kercher, Stephanie, scrive: “Vogliamo disperatamente scoprire la verità e trovare giustizia per Meredith, che ci è stata portata via così brutalmente. Niente ci riporterà la nostra bella Meredith e noi la terremo sempre nei nostri cuori e nella nostra memoria, ma abbiamo bisogno di sapere che cosa accadde e lei si merita, perlomeno, la dignità della verità“.