Raffaele Sollecito interviene spontaneamente in corte d’assise a Firenze durante l’udienza per il processo Meredith: “Sento nei miei confronti una persecuzione allucinante, senza senso. Mi hanno descritto come un assassino spietato, non lo sono. Al momento io una vita reale non ce l’ho“.

La voce rotta dalla commozione mentre chiede ai giudici di “correggere gli errori” commessi da chi lo ha condannato.

Poi le dichiarazioni relative al suo rapporto con Amanda Knox: ”Ho conosciuto Amanda e fu il mio primo vero amore. Fu tardi perché ero riservato” ha ricordato Sollecito durante l’udienza. “Quando avevamo 20 anni – ha sottolineato - c’era tutto nella nostra mente fuorché una visione di disprezzo dell’essere umano come ci descrive chi ci accusa“.

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