I pubblici ministeri Laura Longo e Francesca Traverso che si occupano del processo Olivetti per le morti causate da esposizione da amianto hanno chiesto una condanna pari a 6 anni e 8 mesi per Carlo De Benedetti.

L’accusa è quella di omicidio colposo e lesioni, condivisa anche con gli altri imputati, Franco De Benedetti (6 anni e 4 mesi) Corrado Passera (3 anni e 6 mesi), Camillo Olivetti (3 anni e 4 mesi).

Le richieste sono arrivate al termine di una requisitoria durata ben sei ore. Le due si sono inizialmente focalizzate sulla presenza di talco contaminato da tremolite d’amianto, sostituito con un ritardo di cinque anni, per poi spostarsi alle stesse strutture, risultate contaminate dalla analisi. Si sono dunque ricordate la mense Ico, che sono state sanate nel 2001, nonché il capannone dello stabilimento di San Bernardo, a Ivrea.

L’accusa sostiene che la presenza di amianto negli ambienti e nei processi di lavorazione fosse ben nota ai dirigenti e che sia stata ignorata a lungo, con il rinvio quasi indefinito delle bonifiche, con motivazioni esclusivamente di tipo economico: la volontà di risparmio espressa dall’azienda avrebbe significato l’avvelenamento degli operai.

I casi confermati riguardano setti morti di lavoratori dell’azienda, mentre altri due si trovano in gravissime condizioni con poche speranze di sopravvivere a causa di un mesotelioma pleurico. Per altri quattro casi è stata chiesta l’assoluzione, a causa di perizie dai risultati non conclusivi.

Gli Olivetti hanno sempre negato ogni responsabilità richiamando la complessità dell’organigramma aziendale, ma i pm sostengono che in ambito di sicurezza non esistessero deleghe almeno sino al 1993.

La prossima udienza del processo Olivetti vedrà la requisitoria della difesa, mentre le sentenze sono attese per il 18 luglio.