L’ex atleta sudafricano Oscar Pistorius torna oggi in aula per affrontare il processo davanti alla Corte Suprema di Pretoria. Pistorius è accusato dell’assassinio della fidanzata Reeva Steenkamp, uccisa il 14 febbraio di tre anni fa, e per lui la sentenza definitiva potrebbe arrivare a breve. In primo grado il campione paralimpico era stato condannato a cinque anni di reclusione perché i giudici avevano avvalorato la tesi dell’omicidio colposo. Una sentenza che è poi stata ribaltata dalla Corte d’Appello, che invece aveva rintracciato nel fatto gli elementi di un omicidio volontario.

L’ultima parola spetta dunque alla Corte Suprema: sarà questa a decidere se Pistorius abbia ucciso volontariamente Reeva e se per questo dovrà essere condannato, in via definitiva, a scontare quindici anni di carcere. A far propendere per la tesi dell’omicidio doloso vi sarebbero state anche le ultime testimonianze raccolte, che avrebbero riportato i particolari di un Pistorius intento a colpire la fidanzata più volte con una mazza da cricket. Verrebbe quindi allontana ancora una volta la ricostruzione che aveva portato alla prima condanna per omicidio colposo, ossia la versione secondo cui Pistorius avrebbe ammazzato Reeva per sbaglio perché scambiata per un ladro(tesi sostenuta dalla difesa dell’ex campione ovviamente).

Secondo il Sunday Telegraph, in questa terza fase del processo contro Pistorius potrebbe salire sul banco dei testimoni anche il padre di Reeva. Ipotesi ancora da confermare, anche perché il padre della ragazza non ha mai avuto il coraggio, prima d’ora, di affrontare apertamente il processo, in quanto troppo provato per la tragica morte della figlia.

La sentenza della Corte Suprema non arriverà comunque prima di venerdì 17 giugno. La durata del dibattimento in aula è infatti stato previsto fino ad allora. Soltanto al termine di quest’ultimo il giudice Thokozile Masipa potrà emettere la sentenza definitiva a carico di Oscar Pistorius. Secondo lo psicologo Scholtz, chiamato stamani a testimoniare in aula, Pistorius è depresso e non sarebbe in grado di testimoniare. A causa di quanto accaduto, Pistorius soffrirebbe infatti di stress post-traumatico e ansia e sarebbe rimasto assai traumatizzato.