Il pubblico ministero Ilda Boccassini ha chiesto la condanna a 6 anni per Silvio Berlusconi, al termine della requisitoria di oggi, da poco conclusa: 5 anni per concussione e 1 anno per prostituzione minorile, oltre alla richiesta d’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Per quanto riguarda l’accusa di prostituzione minorile, il pubblico ministero ha detto: “Non abbiamo dubbi che Ruby si prostituisse”. E poi: “Possiamo credere che una persona che ha dedicato la sua vita e il suo credo a Berlusconi come Emilio Fede, non gli abbia detto che Ruby era minorenne?”. Proseguendo nella requisitoria, la Boccassini ha sostenuto che ad Arcore vigeva “un sistema prostitutivo organizzato per il soddisfacimento del piacere sessuale di Silvio Berlusconi. Un sistema che fa capo a tre persone in particolare: Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora”.

Sul più grave capo d’imputazione, la concussione ipotizzata in occasione del fermo di Ruby da parte della polizia per un furto il 27 maggio 2010, a cui seguì una telefonata di Berlusconi alla questura, la Boccassini (foto by InfoPhoto)  ha detto in aula: “Abusando della sua qualifica di presidente del consiglio, ha fatto sì che la minore ricevesse un indebito vantaggio, uscendo dalla sfera di controllo”.

Infine la Boccassini ha detto che la cifra versata da Berlusconi a Ruby ammonterebbe a 4,5 milioni di euro. Durante la requisitoria il Pm ha anche definito Ruby come “una ragazza dalla furbizia orientale”. Ha inoltre aggiunto che Karima El Mahroug (questo il suo vero nome) “avvicinò Berlusconi per ottenere denaro facile e possibilità di lavoro nel mondo dello spettacolo, così come le altre giovani”.

Berlusconi ha sempre respinto con decisione tutte le accuse, riassumendo la sua intera difesa anche in una trasmissione televisiva andata in onda ieri sera su Canale 5. Ha nuovamente sostenuto di essere perseguitato da parte della magistratura anche sabato scorso, durante un comizio a Brescia.

Successivamente alla richiesta di condanna dell’accusa, Berlusconi ha diffuso una durissima nota: “Non mi è stato possibile ascoltare la requisitoria. Ho letto le agenzie. Che devo dire? Teoremi, illazioni, forzature, falsità ispirate dal pregiudizio e dall’odio, tutto contro l’evidenza, al di là dell’immaginabile e del ridicolo. Ma tutto è consentito sotto lo scudo di una toga. Povera Italia!”.

Il 3 giugno la difesa, rappresentata da Niccolò Ghedini e Piero Longo, pronuncerà l’arringa. La sentenza della Corte è prevista per il 24 giugno.

Qui sotto un video sulla requisitoria di Ilda Boccassini.