Oggi Karima El Mahroug, meglio nota come Ruby, ha testimoniato come parte lesa durante l’udienza del processo chiamato “Ruby bis”, quello che vede imputati Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti. La giovane marocchina è al centro di una complessa vicenda giudiziaria che, in un altro processo, vede imputato Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile, e per cui il pubblico ministero Ilda Boccassini ha chiesto 6 anni di reclusione.

Nonostante sia la protagonista indiretta di questa vicenda, oggi è stata la prima volta in cui ha varcato la soglia del tribunale per essere ascoltata in un dibattimento. Infatti nel processo a carico di Berlusconi lei non è mai stata chiamata a testimoniare, né dall’accusa né dalla difesa. Per questo motivo il 4 aprile la ragazza ha organizzato una protesta davanti al Palazzo di giustizia di Milano.

Durante la deposizione odierna Karima ha detto che quando ci fu il primo contatto con l’agenzia di Lele Mora “Mi hanno chiesto delle foto e ho dato quelle del mio profilo Facebook; mi chiesero i documenti, che ho detto di avere dimenticato. Come nome ho dato quello di Ruby, preso da una telenovela, e come cognome Eiek, che è quello di una cantante. Come età ho detto di avere 19 o 20 anni“.

E’ passata poi al racconto del suo ingresso nella villa di Arcore di Berlusconi il 14 febbraio 2010: “Sono arrivata ad Arcore, ero sorpresa di essere a casa del Presidente del Consiglio, non mi sembrava vero, era una cosa stranissima. Io pensavo di dover andare a fare la solita serata in discoteca con le ragazze di Mora. Mi inventai una parentela con Mubarak. Ho visto Nicole Minetti vestita da suora, che a un certo punto, mentre ballava si è tolta i vestiti ed è rimasta in biancheria intima. Altre ragazze si travestivano da infermiere sexy e dottoresse. Ballavano in modo sensuale, ma non ho mai visto contatti fisici con Berlusconi“.

Ruby (foto by InfoPhoto) ha aggiunto che nella seconda serata si fermò a dormire e le diedero una stanza solo per lei. “Per dormire mi diedero una tuta per farmi stare più comoda. Al mattino mi svegliò la Polanco (un’altra delle ragazze, ndr), poi salimmo a fare colazione“. Ha inoltre detto di aver ricevuto da Berlusconi la prima sera una busta contenente duemila euro, come nelle successive: “Ho sempre ricevuto tutte le volte che andavo a cena delle buste con due o tremila euro. Gli ho chiesto in aiuto un prestito per il mio sogno di aprire un centro estetico. Ho insistito io per incontrarlo fuori dalle cene e dalle serate. Lui mi ha detto che voleva qualcosa di scritto, qualcosa di cartaceo e poi ci avrebbe pensato lui“.

Sulla famosa notte nella questura di Milano tra il 27 e 28 maggio 2010: “In questura io avevo detto che avevo 17 anni e non mi ricordo che generalità ho lasciato, se il nome di Karima o quello di Ruby“. Ha dichiarato inoltre di aver parlato al telefono con Berlusconi dopo essere uscita dalla questura in affidamento a Nicole Minetti e che quest’ultima chiamò l’allora presidente del Consiglio e glielo passò: “Lui mi ha detto che era arrabbiato per tutte le cavolate che gli avevo detto“.

Nella sua protesta di aprile fuori dal Tribunale, Ruby fece intendere che i Pm l’avrebbero indotta a mentire quando la convocarono in fase d’inchiesta. Oggi in aula la sua versione è stata diversa. Inizialmente ha dichiarato: “So che le volte che mi hanno sentito non sono solo quelle quattro o cinque verbalizzate“. Il giudice Annamaria Gatto le ha fatto notare che dicendo queste cose “Fa un’accusa molto grave e il tribunale sarà costretto a trasmettere gli atti. Se poi la cosa non è vera lei sarà soggetta a conseguenze penali“. Quindi Ruby ha aggiunto: “Io so che i ricordi sono una cosa e le sensazioni un’altra. Rileggendo i verbali mi sembra che mancavano delle cose. Oggi comunque sono qui per rettificare le bugie che ho detto in quei verbali“.

Il Pm Antonio Sangermano le ha chiesto se avesse avuto rapporti sessuali con Silvio Berlusconi; Ruby ha ripetuto di non averli mai avuti. “Mi vantavo di cose mai successe. Dicevo di averlo sentito e che era innamorato, ma erano tutte invenzioni“. Alla domanda se avesse mai avuto rapporti sessuali a pagamento con qualcuno, Ruby ha risposto decisamente di no. Il Pm le ha contestato le intercettazioni in cui sembrava invece alludere a prostituzione; lei ha risposto “Erano solo cavolate, non ero normale in quel periodo“.

Altre intercettazioni: i 5 milioni da ricevere da Berlusconi in cambio del suo silenzio e di sembrare pazza? “Una cavolata. Dicevo a tutti tante cavolate solo per vantarmi“.

Qui sotto due filmati sulla deposizione odierna di Ruby.