Poco prima che terminasse il 24 aprile la corte di Cassazione ha emesso il verdetto sul processo ai dirigenti della Thyssenkrupp di Torino, per l’incidente che nel dicembre 2007 provocò la morte di sette operai.

Le condanne inflitte in secondo grado sono state annullate e dovrà essere tenuto un nuovo processo d’appello per ridefinire le pene agli imputati. La corte ha confermato la responsabilità dei dirigenti ma ha cancellato una parte della sentenza di secondo grado che riguardava le circostanze aggravanti. E’ probabile che le pene siano da rivedere al ribasso, ma questo si saprà con certezza solo dopo il deposito delle motivazioni.

In appello l’ex amministratore delegato Harald Espenhahn era stato condannato a dieci anni di carcere per omicidio colposo aggravato con colpa cosciente, mentre in primo grado venne condannato a 16 anni per omicidio volontario con dolo eventuale. Gli altri cinque dirigenti imputati sono Cosimo Cafueri, Giuseppe Salerno, Gerald Priegnitz, Marco Pucci e Daniele Moroni. I primi quattro sono stati condannati in appello a 13 anni e 6 mesi, Moroni a 10 anni e 10 mesi.

Nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007 nella fabbrica torinese della multinazionale siderurgica tedesca divampò un enorme incendio che provocò la morte di sette operai (foto by InfoPhoto): Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi.

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