Il processo per l’omicidio di Yara Gambirasio che vede come unico accusato Massimo Bossetti è cominciato subito con un colpo di scena. I legali del muratore di Mapello hanno infatti richiesto che venga annullato dalle prove il prelievo di Dna che era stato compiuto sul loro assistito.

La difesa di Massimo Bossetti è quindi partita subito all’attacco nel processo per l’omicidio di Yara, appena iniziato ma destinato a far discutere parecchio e molto a lungo. La prima mossa da parte dei legali dell’uomo è la richiesta che venga annullato il prelievo della saliva che era stato eseguito quando non era ancora indagato. Non è però finita qui.

Gli avvocati di Bossetti hanno inoltre richiesto che vengano annullati, e non siano quindi presi in considerazione tra le prove, pure il prelievo di sangue e di materiale che è stato trovato sugli effetti personali di Yara, poiché secondo loro si tratterebbe di azioni “non ripetibili”. La difesa del muratore mette anche in discussione la validità di alcune indagini effettuate quando erano scaduti i termini e sarebbero state compiute senza una adeguata richiesta di proroga nelle indagini.

Presente in aula per questa prima giornata del processo anche Massimo Bossetti, che indossava un paio di jeans e una polo grigia scura ed è apparso abbronzato, oltre che parecchio nervoso, visto che secondo alcuni presenti muoveva i piedi in continuazione. Sembra poi che la Corte d’assise di Bergamo abbia deciso, almeno per il momento, di impedire qualunque tipo di ripresa all’interno dell’aula nel corso del processo per stabilire se il muratore ha ucciso la tredicenne Yara Gambirasio lo scorso 26 febbraio 2011. Una decisione definitiva in merito verrà presa però soltanto il prossimo 17 luglio, la data a cui è stata rinviata l’udienza.

Bossetti, che continua a proclamarsi innocente, si trova in carcere dal 16 giugno del 2014 e ha annunciato che seguirà tutte le fasi del processo. L’uomo è stato fatto entrare nel Tribunale di Bergamo da un ingresso secondario a bordo di un furgone della polizia. All’ingresso principale del Tribunale era invece presente una numerosa folla di curiosi, oltre che di giornalisti.