Al processo che lo vede imputato per l’omicidio di Yara Gambirasio – e che si svolge alla Corte d’assise di Bergamo -, Massimo Bossetti esplode in aula per la prima volta. Il muratore di Mapello si è alzato in piedi e ha interrotto un testimone. Si trattava di Ennio Panzeri, un artigiano che ha lavorato in diverse occasioni con Bossetti e che l’accusa ha chiamato per chiarire quale fosse il comportamento del muratore di Mapello sul luogo di lavoro.

Panzeri stava raccontando che un giorno “Massimo aveva annunciato di volersi suicidare, perché aveva problemi con la moglie Marita“. Un’affermazione che ha portato l’imputato ad alzarsi in piedi e a sbottare: “Non è vero che ho mai minacciato di uccidermi, non è affatto vero, non ho mai detto di essere stato in crisi, e soprattutto non ho mai detto niente…“. Bossetti ha poi spiegato che con Panzeri si erano incrinati i rapporti di lavoro e per questo l’ex-collega gli aveva messo il soprannome di favola.

Oltre a Panzeri la Procura ha chiamato a testimoniare altri colleghi del muratore di Mapello. Tutti hanno riferito di atteggiamenti strani dell’imputato sul luogo di lavoro. C’è chi ha detto “Mi ha chiesto consigli sulla separazione perché anche io sono separato”. Un altro invece riferisce che Bossetti gli avrebbe “detto di volersi buttare dal ponte di Sedrina“. Bossetti è intervenuto anche in merito alla discoteca Sabbie Mobilì – nei suoi pressi venne trovato il corpo di Yara il 26 febbraio 2011: “esisteva già a Sotto il Monte con una precedente gestione, ma io frequentavo il Gabbiano di Chignolo“.