La produzione industriale italiana a dicembre è cresciuta dello 0,4% nei confronti di novembre. Due incrementi negli ultimi due mesi – evento che non si verificava da oltre un anno, ovvero da settembre/ottobre del 2013 – per un quadro trimestrale che segna un -0,1% in rapporto al trimestre precedente. Se il confronto si allarga a tutto il 2014, si osserva una contrazione dello 0,8% nei confronti del 2013 – un dato comunque migliore del consuntivo 2013 (-3,2%) e 2012 (-6,4%). Il dato annuale è stato migliore anche delle previsioni (-1,3%).

Si intravvedono insomma i primi chiari segni di un’inversione di tendenza in atto, l’Istat parla di “segnali di ripresa“. Grazie soprattutto alla produzione industriale di auto: +30,4% tra dicembre 2013 e 2014 – mentre se il punto di vista si allarga su tutto l’anno l’aumento è del 9,2%. L’anno, più in generale, va bene per tutti i mezzi di trasporto: +14,7% tra dicembre 2014 e 2013 (e +4,4% su tutto l’anno).

Al di là di quanto citato finora, vanno bene anche settori come quelli della fabbricazione di computer,i prodotti di elettronica ed ottica, gli apparecchi elettromedicali, quelli di misurazione e orologi (+13,9%) e della fabbricazione di macchine e attrezzature n.c.a (+8,6%). Vanno invece male settori come quello della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-10,3%), della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-7,4%), come pure la attività estrattiva (-5,8%).

La Coldiretti, nel commentare questi dati, ha sottolineato i dati positivi sulla produzione alimentare e delle bevande, cresciute nel 2014 dello 0,6%. E secondo questa organizzazione nel 2015 le cose dovrebbero andare decisamente meglio a causa dell’indebolimento dell’euro nei rapporti con il dollaro. L’euro debole spinge le esportazioni e rappresenta un’opportunità per la ripresa economica nell’attuale fase di stagnazione dei consumi interni e di carenza netta in termini di investimenti.

Nessun commentatore rileva che la Banca centrale europea avrebbe potuto indebolire l’Euro già da tempo, e non solo ora come extrema ratio. Ma comunque meglio ora che mai.