I professori di storia e filosofia si ribellano e chiedono a voce alta di non essere scartati nella fase C del piano di assunzioni. La paura dei 1604 insegnanti in questione, presenti nelle graduatorie di merito del concorso 2012 e nelle graduatorie ad esaurimento, è infatti quella di non essere presa in considerazione dagli istituti scolastici pronti a relegare in un angolo materie ritenute non indispensabili.

Ma i docenti di discipline storico-filosofiche non ci stanno e per questo hanno redatto un appello scritto in cui sottolineano l’importanza dell’insegnamento delle loro materie nelle scuole, materie in grado di educare le future generazioni alla memoria, alla riflessione autonoma, al pensiero critico, al ragionamento logico, al dialogo, alla convivenza civile, alla consapevolezza storica. Purtroppo il pericolo che non vengano scelti questi professori è molto alto, a causa della scelta del Ministero dell’Istruzione di imporre alle scuole generici insegnamenti da integrare agli attuali organici,svincolandoli dall’abilitazione posseduta dai docenti da assumere. In questo modo vengono, automaticamente, screditati proprio i professori di storia e filosofia che invece, attraverso la campagna che ha come testimonial lo storico dell’arte Philippe Daverio, rivendicano il proprio ruolo. Lo stesso professor Daverio ha sottolineato come la filosofia è necessaria non solo alla formazione degli studenti, ma soprattutto a quella degli insegnanti stessi:

“Tutti discutono di filosofia, anche i pensionati al bar, senza saperlo. La filosofia dovrebbe essere insegnata a tutti i docenti e diventare uno strumento della retorica dell’insegnamento, perché dà dei parametri che molto spesso mancano a chi insegna”.