L’accoglienza dei profughi a Lecco non è stata delle migliori. Negli ultimi giorni infatti sono state compiute diverse incursioni contro il campo profughi situato in zona Bione. Alcune persone a bordo di auto si sono recate nei pressi del centro d’accoglienza, localizzato a Sud di un complesso sportivo, per esprimere con violenza il loro dissenso contro l’arrivo dei migranti.

Le incursioni a sfondo razzista sono state costellate da insulti e dal lancio di bottiglie colme d’urina contro la tendopoli.  Fortunatamente si è trattato di attacchi isolati. La maggioranza dei lecchesi ha dimostrato grande generosità nei confronti dei profughi. Gli scout  hanno fornito degli spazi ai richiedenti asilo in cui seguire dei corsi di italiano e dedicarsi ad altre attività formative. La fondazione Arca ha acquistato 5 container con i fondi del Ministero dell’Interno. Nelle prossime settimane verranno acquistati altri alloggi provvisori.

Responsabile centro ai profughi di Lecco: non reagite alle provocazioni

Il  responsabile del campo profughi di Lecco Massimo Chiodini della cooperativa Progetto Arca ha spiegato che i profughi continuano a parlare volentieri con i cittadini e a mostrarsi tranquilli a dispetto delle numerose incursioni razziste compiute contro la tendopoli. I gestori del centro d’accoglienza hanno chiesto ai migranti di non reagire in alcun modo alle provocazioni, ottenendo piena collaborazione dagli ospiti della struttura:

Le frasi offensive, gli insulti di alcuni automobilisti si verificano tutti i giorni, ha spiegato Chiodini. Fortunatamente meno il lancio di oggetti, ma è capitato più volte. Per loro è una paura tra le tante che hanno vissuto nel loro percorso migratorio.

Chiodini lancia un appello a chiunque voglia esprimere liberamente il suo dissenso affinché la protesta avvenga in maniera meno offensiva e violenta:

Noi ai profughi spieghiamo anche che l’Italia è un Paese libero e che tutti possono esprimere opinioni, anche contrarie alla nostra, evidentemente ci sarebbero modi ben più civili per farlo.