La Regione Lombardia invierà gli ispettori della ASL nei centri di accoglienza dei profughi presenti sul territorio per monitorare le condizioni igienico-sanitarie delle strutture. Lo ha annunciato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, proseguendo il braccio di ferro sull’immigrazione con i prefetti.

Il governatore leghista nei giorni scorsi aveva infatti chiesto ai prefetti di segnalare alla Regione i centri di accoglienza dei profughi per poter avviare i controlli sull’idoneità delle strutture. Una richiesta che è rimasta priva di risposta, spingendo Maroni a rivolgere un appello direttamente ai cittadini:

I prefetti non lo hanno fatto: lo facciano invece i cittadini e io mando le Asl a fare i controlli sanitari a tutela di tutti, ha detto Maroni. Io devo tutelare la salute dei cittadini lombardi prima di qualunque altra cosa.

Maroni non intende lasciar correre e avvisa i prefetti che questo comportamento non è istituzionalmente corretto:

L’atteggiamento dei prefetti mi dispiace perché è una cosa sbagliata. Verificherò se questo può portare conseguenze, potrebbe esserci ad esempio un’omissione di atti.

Profughi: la prima segnalazione arriva da Bergamo

La prima segnalazione su un centro di accoglienza dei profughi è arrivata dal consigliere comunale di Bergamo Alberto Ribolla. Ribolla ha chiesto di inviare gli ispettori della ASL in un ex asilo adibito a centro di accoglienza dei profughi su disposizione della Prefettura di Bergamo.

L’immobile, sito in via Costantino Beltrami, era dismesso da tempo:

In qualità di consigliere comunale della città di Bergamo, ha scritto Ribolla, ritengo opportuno segnalare questa situazione alla Regione affinché possa porre in essere tutte quelle iniziative volte a verificare la sussistenza delle condizioni igienico sanitarie della suddetta struttura.

Nei giorni scorsi Maroni si era rivolto ai Prefetti chiedendo di sospendere l’assegnazione di strutture comunali ai profughi e minacciando tagli ai comuni che accoglievano gli immigrati:

Vi chiedo di sospendere le assegnazioni nei Comuni lombardi in attesa che il Governo individui soluzioni di accoglienza temporanea più eque, condivise e idonee, che garantiscano condizioni reali di legalità e sicurezza.

Un appello rimasto inascoltato.