Papa Francesco è pronto a partire alla volta di Lesbo per offrire il suo conforto e manifestare solidarietà alle centinaia di profughi che affollano l’isola greca, in attesa di conoscere il loro destino. L’indiscrezione fatta trapelare dai media greci e riportata in Italia dall’agenzia di stampa Ansa al momento non è stata pienamente confermata dall’ufficio stampa del Vaticano. Il portavoce della Santa Sede  Padre Federico Lombardi ha però rivelato che il Vaticano sta valutando l’ipotesi:

È un argomento di cui si sta parlando, ci sono contatti in corso. Non smentisco le voci ma al momento non posso dichiarare altro perché non ci sono decisioni, date né programmi definiti.

Anche se il Vaticano non si è sbottonato sulle date del viaggio di Papa Francesco a Lesbo i media greci sostengono che potrebbe essere imminente. Bergoglio potrebbe recarsi sull’isola greca per incontrare i migranti già il prossimo 14 o 15 aprile. Si tratterebbe di un viaggio lampo concordato da Francesco con la Chiesa ortodossa di Grecia lo scorso 21 marzo, in occasione della visita a Roma del vescovo Gavril di Nea Ionia.

Ad accogliere il Papa a Lesbo secondo i media greci ci saranno tra le altre autorità religiose e civili l’arcivescovo di Atene Ieronimos II, il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, il presidente della Repubblica Prokopis Pavlopoulos e il primo ministro Alexis Tsipras.

Papa Francesco: altri Paesi aiutino la Grecia a soccorrere i profughi

Il viaggio di Papa Francesco a Lesbo rientra nel calendario di trasferte mensili in programma nei luoghi della sofferenza, pianificato dal Pontefice in occasione del Giubileo Straordinario della Misericordia. La tragedia dei profughi è un argomento molto sentito da Bergoglio, che ha spesso invitato i leader europei ad attivare nuove politiche di accoglienza. Riguardo alla situazione greca Papa Francesco ha auspicato l’intervento degli altri Stati membri per fornire una risposta più efficace al dramma dei profughi:

La Grecia e gli altri Paesi che sono in prima linea stanno prestando ai migranti un generoso soccorso, ma necessitano della collaborazione di tutte le nazioni.