Per arginare l’emergenza profughi e allentare la tensione nei Comuni di frontiera il Ministero dell’Interno ha autorizzato una nuova tranche d’investimenti. Il piano profughi del Viminale prevede lo stanziamento di 40 milioni di euro destinati alla ristrutturazione e all’adeguamento di decine di strutture statali già acquisite dal Ministero o da rilevare. Si va dalle caserme dismesse alle vecchie carceri, dagli ospedali militari in disuso agli ex depositi di munizioni. Tutte le strutture verranno adibite a centri di accoglienza.

I nuovi centri verranno destinati all’accoglienza dei profughi già presenti sul territorio italiano e a quelli in arrivo. Le caserme dismesse secondo le cifre diffuse dal Viminale hanno già accolto oltre 3 mila profughi.  Le ex caserme già attive sul fronte dell’accoglienza sono 6: una in Friuli-Venezia Giulia, una in Sicilia e 4 in Veneto. Tra le strutture elencate dal Ministero come disponibili figurano anche le tendopoli, come quella realizzata dalla prefettura di Venezia.

Il Ministero ha già individuato altre strutture atte a ospitare ben 5 mila profughi. Ma l’obiettivo del piano è ancora più ambizioso. Servono infatti molti più posti per allentare la pressione sui centri di accoglienza al collasso delle Regioni meridionali, che fanno fronte ogni giorno a nuovi sbarchi, complici le condizioni del mare favorevoli alle traversate. Non a caso i siti individuati nelle Regioni del Nord sono oltre il doppio di quelli localizzati nel Meridione. A Milano il Viminale dopo le polemiche sull’utilizzo dell’area Expo ha individuato 9 strutture alternative. Tra queste la caserma Bartoli e la Mancini.

Il nuovo piano del Ministero prevede anche un patto con l’ANCI da siglare a settembre per la ridistribuzione di 150 mila profughi sul territorio nazionale. Un’intesa fondamentale per scongiurare nuove tensioni, dopo il recente rifiuto di diversi sindaci di accogliere profughi nei loro Comuni.

Alfano: da settembre profughi ricollocati in Germania

Alfano ha anche annunciato che molti profughi sbarcati in Italia a partire da settembre verranno ricollocati in Germania d’intesa con le autorità tedesche. Il leader di Ncd ha inoltre ribadito l’impegno del Governo a rimpatriare gli immigrati che non hanno diritto all’asilo perché non provengono da Paesi in guerra e a punire gli Stati africani che non collaborano pur prendendo fondi per arginare le nuove partenze.