Si è difeso dalle critiche che gli imputano un eccessivo ricorso agli annunci. Come? attraverso altri annunci. Una conferenza stampa e la solita infornata di tweet per dire che è stato aperto un sito web. Questa è la concretezza secondo Matteo Renzi. Il presidente del Consiglio ha, appunto, annunciato che dal 1° settembre 2014 è partito il cosiddetto “programma dei mille giorni“. Quasi tre anni per portare a termine le riforme principali che dovrebbero far uscire l’Italia dalla paralisi di cui è prigioniera da fin troppo tempo.

Renzi dice che non ha “l’annuncite“, la malattia degli annunci. E lo dimostra comunicando l’apertura di un mini-sito governativo in cui sono illustrati in dettaglio i provvedimenti in agenda e le scadenze per realizzarli. Quindi altro denaro (perché è difficile credere che quel sito venga fatto gratis) per nulla più che propaganda.

Allo stesso modo della conferenza stampa e dei messaggi diffusi su Twitter: solo slogan. Per chi non può farne a meno: “L’Italia la cambiamo, piaccia o non piaccia ai soliti noti esperti di palude. #millegiorni e l’Italia tornerà leader, non follower“. Oppure: “Il sito http://passodopopasso.italia.it  è il diario di bordo dei #millegiorni. Sarà arricchito quotidianamente. Domani agricoltura, mercoledì scuola“.