È stato arrestato e interrogato il presunto killer della prostituta colombiana di sessantacinque anni che è stata uccisa a Lodi, massacrata da una serie di coltellate nella mattinata di domenica (ne avevamo parlato qui). L’uomo, originario del lodigiano, ha quarantadue anni e avrebbe confessato di essere giunto presso l’appartamento della prostituta attorno alle ore 5:15 di domenica mattina. Avrebbe contattato la donna dopo aver letto un annuncio online, e credendo che fosse molto più giovane, avrebbe preteso uno sconto sulla prestazione sessuale. Quando la prostituta avrebbe rifiutato, l’uomo l’avrebbe aggredita e uccisa con un coltello da cucina estratto dalla tasca, accecato molto probabilmente anche dalla droga di cui farebbe uso.

Gli inquirenti sarebbero riusciti ad arrivare al presunto assassino controllando le ultime chiamate ricevute dalla donna. Quest’ultima era residente a Piacenza e non aveva mai rivelato alla famiglia la sua vera professione. Grazie ai soldi che si procurava attraverso la sua attività a Lodi e a Codogno, la donna colombiana riusciva a mantenere sia il figlio che viveva qui con lei in Italia sia quello rimasto nel suo Paese d’origine.

Secondo gli investigatori che hanno seguito il caso, la morte della donna sarebbe stata davvero molto violenta e avrebbe tentato anche di difendersi. Per quanto riguarda invece il presunto killer che avrebbe ammesso l’omicidio, l’uomo risulterebbe disoccupato e affetto da problemi di droga. Separato dalla compagnia e con due figli piccoli, da qualche tempo l’uomo era tornato a vivere con i genitori. Su di lui, ora, pende l’accusa di omicidio aggravato dai futili motivi e dalla crudeltà.