Sono 7 fino a ora gli arresti messi in atto dalla polizia di stato nelle zone di Roma, Pavia, Viterbo, Rieti e Napoli: l’accusa è di sfruttamento della prostituzione minorile. Le ordinanze di custodia cautelare emesse sarebbero nove, ma tra queste una persona è risultata irreperibile, mentre un’altra nel frattempo è deceduta.

Le indagini delle autorità, iniziate all’incirca un anno fa, hanno messo in luce un’intensa attività legata all’adescamento di minori legati al giro di prostituzione che interessava la stazione Termini di Roma, utilizzata come punto d’incontro. La polizia ferroviaria del Lazio in questo lasso di tempo si è servita di intercettazioni, registrazioni delle videocamere, testimonianze protette dei diretti interessati, perquisizioni personali e delle abitazioni degli indagati.

La maggior parte dei “clienti” era costituita da uomini di 35-40 anni, ma non mancavano ultrasettantenni e un ottantenne, mentre l’età dei ragazzini che venivano adescati e con cui consumavano rapporti sessuali si aggirerebbe tra i 14 e 17 anni. Ai minori, maschi e femmine, la più parte di etnia rom, venivano forniti compensi per le loro prestazioni che oscillavano tra i 15 e i 50 euro.

L’operazione, che significativamente è stata chiamata Meeting Point, ha rivelato che gli abboccamenti sarebbero avvenuti lungo via Giolitti, sita sul lato destra della stazione Termini, a volte vicino alle scale mobili, mentre vari erano i luoghi nei quali si consumavano i rapporti sessuali: bagni pubblici della stazione o di negozi, abitazioni private, alberghi, parchi cittadini e persino a bordo dei treni in sosta sui binari. Non erano rari poi contatti via sms o tramite Facebook per fissare gli appuntamenti.

Le indagini delle autorità continuano, nella speranza di poter arrivare all’arresto di altri pedofili e all’individuazione dei membri dell’intera organizzazione coinvolta, alcuni dei quali sono stati colti in fragranza di reato. Già lo scorso marzo la polizia di Roma aveva scoperto un giro di prostituzione gravitante intorno a una ragazza sedicenne proveniente dalla Romania, che avrebbe avuto come clienti imprenditori e politici della Capitale.