Nell’ambito dell’inchiesta sul giro di prostituzione minorile a Termini è emerso anche l’arresto di un sacerdote di Fiumicino, Don Dino, rispondente all’anagrafe al nome di Placido Greco.

L’operazione denominata dalla polizia come “Meeting Point” ha portato alla luce un racket al cui centro c’erano numerosi ragazzi minorenni, la maggior parte dei quali di etnia rom, che dopo essere stati contattati con varie tecniche consumavano rapporti sessuali a pagamento nei locali della stazione di Termini o nelle immediate vicinanze.

L’inchiesta della polizia ha dunque portato giovedì scorso al fermo di Don Dino, il quale è accusato non solo di sfruttamento della prostituzione minorile, ma anche di pedopornografia. Sul suo computer infatti è stato ritrovato uno sconfinato archivio fotografico, circa 1700 scatti, a carattere pornografico. Al momento però la polizia postale sta esaminando circa 40mila file.

Il sacerdote si giustifica affermando che avrebbe frequentato la stazione Termini solo per tentate di togliere dalla strada i ragazzini coinvolti nel giro di prostituzione. Un modo per “cogliere il suo sacerdozio”. Riguardo alle foto Don Dino racconta che nel corso del suoi colloqui si sarebbe diffusa la voce della sua passione per la fotografia. A quel punto un ragazzo lo avrebbe contattato chiedendogli aiuto per un book fotografico che gli serviva per sfondare nel mondo del cinema porno.

Il prete si sarebbe prestato, ritenendo di potergli aiutare, ma ha sempre negato di aver avuto rapporti sessuali con loro o di avere ricevuto denaro per qualsiasi motivo. Un ulteriore dettaglio, non confermato dal suo avvocato difensore Sergio Ruperto, lo vorrebbe intento in una riscrittura a carattere erotico della Bibbia.

Il gip ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata dal legale, ritenendo che vi fosse la possibilità di reiterazione di reato. Una nuova domanda verrà presentata al Tribunale della libertà, per chiedere la misura degli arresti domiciliari.

A stroncare però questa possibilità ci sarebbe la testimonianza fornita agli inquirenti da un minorenne rom, che racconta di avere avuto più rapporti con il prete nella stazione di Roma Tiburtina. In effetti, stando ad altri racconti dei coinvolti, il giro della prostituzione minorile non si sarebbe limitato a Termini, ma avrebbe coinvolto anche la stazione metro-ferroviarie di Piramide, Tiburtina, Aprilia, Nettuno e Albano.