Si chiama don Felice La Rosa il sacerdote coinvolto in un’indagine sulla prostituzione minorile a Vibo Valentia che ha portato all’arresto di tre persone.

Oltre al parroco della cittadina di Zungri, dalla fine del 2015 in pausa dall’esercizio delle funzioni religiose, sono stati infatti fermati dagli agenti di polizia anche un pensionato e un cittadino di origini bulgare: le accuse per il terzetto sono di prostituzione minorile e corruzione di minore.

Sarebbe stato il bulgaro ad avvicinare gli altri due, proponendo il mercimonio carnale tra il pensionato e il prete con un ragazzino di 15 anni, straniero.

A dare il via all’operazione, denominata Settimo Cerchio, sono state una serie di intercettazioni partite dal caso dell’omicidio di Francesco Fiorillo, avvenuto nel 2015, per motivazioni inerenti allo spaccio di droga.

Personaggi nella cerchia delle conoscenze del morto avevano infatti fatto riferimento alla trattativa sopra descritta, che comprendeva il pagamento di 50 euro per le prestazioni dell’adolescente. Ma l’indagine è ancora in corso, in quanto sarebbero molteplici i casi di minori coinvolti nel giro d’affari che si estenderebbe nell’area compresa tra i territori di Briatico, Vibo Valentia e Mileto.

Dalla Diocesi è stata diramata una nota nella quale il vescovo Luigi Renzo comunica la sospensione di don Felice La Rosa: il monsignore nella lettera esprime “tutto il suo rammarico e il suo profondo dolore per i gravi fatti contestati al sacerdote che hanno portato al provvedimento restrittivo” e conferma “altresì piena fiducia nella magistratura perché i fatti siano acclarati nella giusta dimensione”.

Nella missiva c’è anche un appello alla comunità di fedeli della zona invitata “ alla preghiera per le persone coinvolte, in primo luogo per le vittime minorenni, cui esprime vicinanza e solidarietà, e per il sacerdote stesso. Si esorta la comunità diocesana a rimanere salda nella fede, consapevole che solo un cammino di grazia e santità può vincere il male“.