Sarebbero almeno dodici i medici coinvolti in un giro di acquisto di protesi di bassa qualità in Lombardia. Secondo le accuse degli investigatori, i medici indagati ricevevano favori di ogni genere (denaro, viaggi, biglietti aerei, denaro…) non solo per acquistare le protesi di bassa qualità ma anche per favorire l’aumento degli interventi chirurgici da eseguire. I medici avrebbero operato in diversi ospedali e tra questi anche il Policlinico di Monza.

Tra i dodici medici che sono stati arrestati vi sarebbero tre chirurgi specialisti mentre altri nove medici (di cui sei specialisti e tre medici di base) sarebbero stati destinati agli arresti domiciliari. Già scattate le sospensioni delle convezioni con il Servizio Sanitario Nazionale per sei medici di base. Per quanto riguarda invece il responsabile commerciale e un agente di zona della Ceraver, la società che vende le protesi. Sotto inchiesta è finita anche la società stessa, accusata di responsabilità amministrativa.

I giudici che stanno indagano sul presunto giro di tangenti in merito all’acquisto delle protesi, hanno individuato per gli indagati i reati di associazione per delinquere, falso in atto pubblico e corruzione. Denunciato da un dipendente del Policlinico di Monza, il giro di soldi, favori e acquisto di protesi di bassa qualità sarebbe andato avanti per almeno tre anni, dal 2014 al 2017. Assolutamente estraneo ai fatti, come ha reso noto in un comunicato ufficiale, il Policlinico di Monza, che ha parlato di responsabilità personale dei soggetti coinvolti nell’inchiesta.