Una protesta oceanica, una folla di 60 mila persone che, tra commercianti e artigiani, hanno riempito Roma chiedendo meno tasse. Una rivolta pacifica, quella che si è vista a Piazza del Popolo, ma con slogan durissimi. Indiziati i politici, rei di non pensare al bene del paese e al non abbassare le tasse, unico viatico per poter far ripartire l’economia.

Sono arrivati da tutta Italia. Le richieste sono due: meno tasse e meno burocrazia, due cose che stanno uccidendo il nostro paese. Ma nessuna muta di riconoscimento, forconi o altro: no, solo una grande folla dove commercianti, artigiani e piccoli imprenditori di tutta Italia si sono riuniti. Con un messaggio anche per il nuovo presidente del consiglio incaricato: “Matteo stai preoccupato. Non ci faremo più portare via il nostro futuro”.

Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato, dal palco ha ribadito: “Senza impresa non c’è Italia. Riprendiamoci il futuro. Siamo 60 mila qui, anzi, siamo 70 mila, uniti nel protestare contro una politica che non mette al centro il vero motore del Paese”. La mobilitazione ha visto impegnati 400 pullman, 7.000 posti in treno e 2.000 in aereo. Negli ultimi 5 anni hanno chiuso circa 1.000 aziende ogni giorno.

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