Un funzionario della Regione Calabria e tre imprenditori sono finiti in carcere e agli arresti domiciliari accusati di truffa aggravata nell’ambito di alcuni lavori eseguiti per la Protezione Civile.

Stando alle indagini della Guardia di Finanza di Catanzaro, al centro del raggiro vi sarebbe stato un giro di fatture fatte pagare per due volte, per un importo superiore a 250mila euro.

L’inchiesta avviata dalla procura distrettuale è però soltanto agli inizi, e ha portato al sequestro di beni di oltre 250mila euro, pari alla somma oggetto della truffa, come disposto dal procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri.

L’accusa ufficiale per i quattro sospettati (di cui al momento non sono state fornite le generalità) è quella di truffa aggravata ai danni dello Stato: il funzionario avrebbe avuto il compito di falsificare le pratiche per favorire il doppio pagamento di lavori eseguiti nell’ambito della manutenzione di strade e torrenti.

La situazione era già stata denunciata mesi fa dal capo della Protezione civile della Calabria Carlo Tansi, che aveva parlato di illeciti interni alla struttura.