Guardando il calendario, stamattina, ho calcolato che mancano due mesi scarsi alla “prova bikini vip”. Sì. Se quella delle comuni mortali parte a Giugno-Luglio, per le celebrities parte al massimo a Maggio. Senza calcolare le varie Minetti o Canalis che evidentemente lavorano per la Valtour (sono costantemente in prima pagina nude, semi-nude, immortalate nell’atto di leggere il giornale su qualche spiaggia tra il sud-america e Miami) le altre, quelle che normalmente sono impegnate su qualche produzione televisiva di una certa importanza, da Maggio in poi cominciano a frequentare le spiagge del BelPaese. Incredibilmente sempre a portata di paparazzo, il quale quest’anno si vedrà disoccupato.

La vera vip, infatti, ormai posta personalmente scatti intimi più o meno forti. Sulla scala di valutazione dell’ autoscatto si va dal: “Modello infante mentre dormi col pigiamino a pois”, al modello “RihannaConGliStivali”, nuda con gli stivaloni ad altezza sotto-chiappa e possibilmente con una spogliarellista lettone tra le cosce.

Rihanna è un genio conclamato. La badgirl per eccellenza. La versione 2.0 di Corona, col valore aggiunto di essere una vera artista, o quantomeno qualcosa del genere. Insomma una che canta e balla e forse entrambe le cose bene. Quando la definiscono badgirl di solito c’è sia un perché (non del tutto chiaro in realtà) che un servizio fotografico a tema ad accompagnare le teorie del momento. Così palesemente costruita da rendermela simpatica e irreale. Lei è sotto i riflettori 12 mesi all’anno, si auto punta i riflettori addosso pure in camerino, quando di solito è già perfettamente truccata ma ancora mezza nuda.

Per lei la prova costume è una costante. La normalità assoluta. Per le altre un incubo. Una lotta continua e perpetua alla cellulite, alla pancia gonfia, alle pizze con le amiche il sabato sera. Mentre le vip del mondo hanno il dovere contrattuale di rimanere nell’alto della perfezione che madre natura ha donato loro, il resto del mondo si arrovella su come recuperare malamente una forma che non c’è.

Alcune si lanciano come tonni disperati sulle “diete colorate”, come la “dieta verde” (ovvero la dieta a base di ortaggi verdi) che le porterà ad avere un incarnato verdastro ed atteggiamenti “caprini” col resto del mondo. Se portata avanti per più di una settimana è quasi certo che potreste iniziare a belare nel sonno. Ho visto varie relazioni finire per molto meno.

Poi ci sono quelle che, vittime innocenti di cene a case di suocere, cuoche “eccezziunali”, si ritrovano col cuore pieno d’amore e il girovita raddoppiato. Queste buone forchette che non riescono a dire mai di “no” ai buoni propositi di chi le ama, decidono consciamente di sacrificare il loro tempo libero e quello che rimane dei loro nervi sui tapis roulant: ore e ore a camminare a pendenza otto, in mezzo a signori in pensione e lontane dallo sguardo dei personal trainer della palestra. Loro non vogliono allenarsi veramente, loro stanno espiando una colpa. Quella di essere tonde e mediamente felici.

Di solito ammiro questa eroica fauna femminile dall’alto di una cyclette. Pedalo e le guardo con infinita ammirazione. Mi do alla “bici-da-palestra” solo per non rischiare la vita in città. Al contrario delle starlette e delle “devote al Sottopeso”, non ho nessuna pretesa e nessun vero obiettivo da raggiungere. Nessun senso di competizione con la Satta sul tema pancia piatta, o con la Santarelli sul tema “coscia tonica”.

Non è colpa mia, semplicemente non trovo la “prova bikini”  una ragione sufficiente per rinunciare a bagordi del sabato sera, tortini al cioccolato, alcol e sigari. Morirò giovane e sovrappeso forse. Ma quasi certamente di ottimo umore. E con un costume intero.