Hanno avuto inizio questa mattina le prove Invalsi 2016, che coinvolgono complessivamente circa 2,2 milioni di studenti distribuiti su 10mila scuole, per oltre 30mila docenti coinvolti.

Nello specifico oggi è il turno del test di italiano per le seconde e le quinte classi della scuola primaria, mentre domani ai ragazzi toccherà cimentarsi con i quesiti di matematica. Il 12 di maggio sono previste le due prove principali in seconda superiori, mentre a giugno le terze medie avranno l’usuale esame di Stato.

Quest’oggi i bambini della scuola primarie si esercitano su alcuni test scritti, strutturati prima su una serie di domande a risposta multipla incentrati sulla conoscenza del significato di alcune parole, e poi sulla lettura d un testo a carattere narrativo con domande finalizzate a verificare la reale comprensione dello stesso. Per i ragazzi di quinta sono previsti in aggiunta anche alcune domande di grammatica, per una durata complessiva di 45 minuti.

Per quanto riguarda la matematica vi saranno domande sia aperte che a risposta multipla inerenti numeri, spazi, figure geometriche e piccoli problemi, sempre per una durata di 45 minuti.

Una delle poche novità di quest’anno riguarda le misure prese per aiutare gli studenti affetti da disabilità: innanzitutto è la scuola stessa a valutare se è opportuno sottoporre loro dei test, e in caso positivo i quesiti vengono proposti in un formato apposito (per esempio la registrazione vocale) per agevolarne la comprensione.

I test Invalsi sono prodotti da un team di 200 professori ed esperti di pedagogia e i quesiti sono testati durante l’anno con alcune classi coinvolte in modo casuale. Scopo ufficiale delle prove, si legge nel manuale è quello di “migliorare, da un lato, l’efficacia della scuola per le fasce più deboli della popolazione scolastica e, dall’altro, di far emergere e diffondere le esperienze di eccellenza presenti nel Paese”.

Come noto le prove Invalsi sono stato oggetto di un acceso dibattito che ha portato all’emersione di posizioni molto critiche nei confronti di questa modalità di valutazione. La prospettiva di una valutazione delle competenze degli insegnanti e del livello degli studenti – da sempre negata dal Ministero, che parla invece di un importante quadro sullo stato dell’istruzione italiana – ha fatto sì che i Cobas della scuola abbiano indetto per la giornata odierna uno sciopero, invitando i genitori a far boicottare le prove Invalsi 2016 ai loro figli. Cosa che potrebbe ripetersi anche il 12 maggio, quando è stato convocato l’altro sciopero inerenti le classi delle superiori.

Alla protesta specifica si aggiunge anche la contrarietà per l’intera riforma Renzi – Giannini. Nelle rivendicazioni espresse ieri da Flc Cgil ci si scaglia contro “il carattere censuario delle prove Invalsi previste all’interno del percorso scolastico”, chiedendo “ la sospensione delle loro somministrazione per un arco di tempo predeterminato” e l’eliminazione della prova negli esami finali delle scuole primarie. Il tutto con la prospettiva di orientare i nuovi eventuali test “verso la ricerca e la messa in campo di processi e pratiche valutative in collaborazione con le istituzioni del sistema educativo nazionale”.