La padronanza linguistica, una delle competenze di base che la scuola mira a sviluppare, consiste nel possesso ben strutturato di una lingua assieme alla capacità di servirsene per i vari scopi comunicativi

Con le prove INVALSI si intende dunque valutare la competenza di lettura (intesa come comprensione, interpretazione, riflessione su e valutazione del testo scritto) e delle conoscenze e competenze grammaticali, il cui apprendimento è previsto nelle indicazioni curricolari dei vari gradi di scuola. Pur essendo questi aspetti interrelati e inscindibili, tuttavia, ai fini della valutazione, si è distinta da un lato la comprensione dei testi e dall’altro la riflessione sulla lingua come sistema.

La struttura della prova d’Italiano prevede dunque una sezione dedicata alla verifica della comprensione della lettura e una sezione dedicata alla verifica delle conoscenze e competenze grammaticali.

Quest’anno la prova di italiano, sia per le classi II che V elementari, si svolgerà in data 6 maggio  (PUOI CONSULTARE QUI IL CALENDARIO COMPLETO DELLE PROVE).

Prova di Italiano per le classi della II primaria avrà una durata complessiva di 45 minuti, mentre per la V primaria i minuti a disposizione saranno 75.

PROVA DI LETTURA e COMPRENSIONE DEL TESTO

L’abilità di lettura è stata, ed è tuttora, considerata la base essenziale per il successo scolastico, tanto che spesso l’istruzione elementare ruota, si può dire, tutta intorno a questo obiettivo.

È importante sottolineare che tale competenza si evolve attraverso vari stadi, sviluppandosi progressivamente fino alle soglie dell’età adulta (e anche oltre). In questo percorso sono individuabili tre fasi fondamentali:

  1. Nella fase iniziale di apprendimento della lettura l’alunno è soprattutto impegnato a padroneggiare le operazioni di decodifica dei segni grafici; la chiusura di questa fase è segnata dal raggiungimento dell’automatismo in quella che viene chiamata “lettura decifrativa o strumentale” e della capacità di leggere ad alta voce in maniera fluente ed espressiva.
  2. Nella seconda fase l’alunno matura le abilità cognitive e metacognitive sottese alla piena comprensione di un testo nel suo significato letterale, fino a divenire capace di leggere per interesse personale e, per così dire, di “immergersi” in ciò che legge, ad esempio immedesimandosi nelle vicende e nei personaggi di un racconto.
  3. Nella terza fase, infine, l’alunno impara a “prendere le distanze” dal testo per considerarlo criticamente: è in questa fase che lo studente diviene capace di differenziare il proprio punto di vista rispetto a quello dell’autore e di confrontare tra loro punti di vista diversi, di analizzare consapevolmente il testo e di valutarlo nei suoi contenuti e nella sua forma.

Per questo motivo le prove vengono differenziate in base al grado di apprendimento raggiunto: la prova d’italiano della II PRIMARIA, considerata l’età degli alunni cui si rivolge, è fatta precedere da un test preliminare di lettura della durata di 2 minuti (prova a cronometro)  – il cui risultato non pesa tuttavia sul punteggio – che ha lo scopo di verificare la capacità di lettura “strumentale”, la cui padronanza, almeno a un livello accettabile, costituisce un pre-requisito della comprensione. Trattandosi di bambini alle prime armi con la lettura, è particolarmente importante che il testo proposto agli alunni sia interessante, così da invogliarli a leggerlo fino alla fine e da far scattare quella curiosità che favorisce un atteggiamento attivo nei suoi confronti. Esso può includere anche illustrazioni che attraggano l’attenzione e facilitino la comprensione. Inoltre, per la verifica di quest’ultima, viene proposto un solo testo continuo di tipo narrativo, costituito da un breve racconto o da una parte (purché di significato compiuto) di un racconto più lungo. Per quanto più semplice e breve dei testi proposti negli altri livelli scolari, occorre però che anche nella seconda primaria il testo abbia uno spessore sufficiente per dare la possibilità di porre domande che coprano un’ampia gamma di abilità di lettura e tocchino diversi aspetti della comprensione.

Per la verifica della comprensione del testo vengono utilizzati quesiti di due tipi: a risposta chiusa, nei quali lo studente deve scegliere la risposta corretta tra più alternative date, e a risposta aperta, nei quali lo studente deve formulare lui stesso la risposta. L’uno e l’altro tipo possono poi assumere forme diverse.

  • Quesiti a scelta multipla: sono costituiti da una domanda e da 4 alternative di risposta, di cui una sola è esatta. Le altre risposte, errate, sono chiamate distrattori.
  • Quesiti a scelta multipla complessa: sono domande articolate in diversi elementi, generalmente costituite da una domanda generale, un’istruzione sul modo di rispondere (es. “fai una o più crocette in ciascuna riga”) e una tabella dove compaiono i diversi elementi del quesito. In tale categoria rientrano anche i quesiti nei quali lo studente deve stabilire delle corrispondenze (matching), associando gli elementi di due categorie o elenchi e i quesiti nei quali si chiede agli studenti di riordinare diversi elementi secondo una sequenza temporale o causale.
  • Quesiti aperti a risposta univoca: sono quelli dove la risposta richiesta è breve e ve ne è  una sola che possa essere considerata come corretta .
  • Quesiti aperti a risposta articolata: sono quelli dove la risposta è più lunga e ci sono diverse possibilità di risposta corretta. (Questo tipo di domanda è sempre corredata da precise indicazioni per la correzione, che includono esempi di risposte accettabili, eventuali esempi di risposte parzialmente accettabili ed esempi di risposte non accettabili).

Nella formulazione dei quesiti di comprensione, si osservano inoltre i seguenti criteri generali:

  • le domande sono distribuite sulle diverse parti del testo e in genere ne seguono l’ordine;
  • le domande si incentrano su aspetti nodali o comunque significativi per la comprensione locale o globale del testo;
  • le domande sono caratterizzate da diversi livelli di difficoltà, in modo da coprire un’ampia scala di prestazioni degli studenti, dalle più basse alle più alte;
  • il numero di domande di comprensione del testo è tale da consentire una misura sufficientemente robusta della competenza oggetto di rilevazione.

In ogni caso però, qualunque sia il formato della domanda, le risposte errate NON vengono penalizzate togliendo punti.

VALUTAZIONE DELLE CONOSCENZE E COMPETENZE GRAMMATICALI

La seconda parte della prova di Italiano è costituita da quesiti (circa il 20% del totale) che intendono rilevare in maniera sistematica la capacità di riflettere sulla lingua e di usarla correttamente. Nel primo ciclo, alla scuola è affidato il compito di assicurare sia un solido ancoraggio alle competenze linguistiche e comunicative già possedute dagli alunni sia una finalizzazione prioritaria dell’insegnamento dell’italiano alla padronanza linguistica: una padronanza, a sua volta, funzionale tanto all’apprendimento scolastico quanto all’acquisizione di abilità cognitive e strumentali da reimpiegare nelle esperienze di vita.

Ne consegue che la riflessione sulla lingua nel primo ciclo mira al possesso delle nozioni e della terminologia grammaticale di base, ma soprattutto alla verifica di quelle capacità cognitive di osservazione, riflessione, astrazione che vengono via via attivate nella didattica di ogni disciplina.

Per questi motivi, nel primo ciclo, le prove INVALSI da una parte hanno come oggetto la “grammatica implicita” posseduta dal bambino, prescindendo dalla terminologia grammaticale, dall’altra vertono, in modo progressivamente più articolato, sulla “grammatica esplicita” e sulle capacità cognitive e metacognitive sviluppate dalle attività scolastiche di riflessione sulla lingua.

Fa caso a sé la prova di II PRIMARIA (foto by InfoPhoto), dove i quesiti di grammatica, non proponibili a questo livello scolare, sono sostituiti da alcuni esercizi linguistici. In particolare, in II primaria, la prova propone nella parte finale alcuni esercizi che verificano aspetti del grado di sviluppo linguistico dell’alunno, come, ad esempio, il patrimonio lessicale posseduto, la capacità di ricostruire l’ordine dei sintagmi di una frase, ecc. .

Dalla V primaria in poi, nell’elaborazione dei quesiti di grammatica ci si attiene invece, in linea di massima, ad alcuni criteri di fondo, di seguito elencati:

  • si tende a orientare la valutazione sugli obiettivi cognitivi della riflessione sulla lingua: capacità di osservare, categorizzare, differenziare, collegare, analizzare, sintetizzare;
  • si cerca, quando è possibile, di stimolare l’applicazione del metodo induttivo;
  • i quesiti si innestano spesso su brevi frasi-stimolo, con l’intento di indurre un’attenta considerazione e utilizzazione del contesto;
  • si sottopone a verifica la capacità di usare il dizionario, sfruttandone le molte potenzialità;
  • si passa gradualmente, in ciascuno degli ambiti, dalle categorie elementari e dalle nozioni più intuitive alle strutture più complesse;
  • l’ortografia, centrale nei primi anni di scuola, viene monitorata anche negli anni successivi per verificare la fissazione di quanto appreso.

Per la valutazione delle conoscenze e competenze grammaticali sono utilizzati quesiti chiusi e aperti di diverso formato, in analogia a quanto già descritto in precedenza per la valutazione della comprensione della lettura.

PER ESERCITARSI in vista della prova, di seguito riportiamo il test somministrato l’anno passato:

PROVA PRELIMINARE DI LETTURA Scuola Primaria Classe Seconda

PROVA DI ITALIANO Scuola primaria – Classe Seconda con relativa GRIGLIA DI CORREZIONE e GUIDA ALLA LETTURA

PROVA DI ITALIANO Scuola primaria- Classe Quinta con relativa GRIGLIA DI CORREZIONE e GUIDA ALLA LETTURA

LEGGI ANCHE: PROVE INVALSI ELEMENTARI MATEMATICA 2014