Dalle 8.30 del prossimo 19 giugno 600.000 studenti di terza media si misureranno con la temuta prova invalsi, mirata, come spiega il ministero dell’Istruzione (Miur), a “monitorare le conoscenze e le competenze degli studenti al termine del percorso del primo ciclo di istruzione”.  Essa si svolge, in sessione ordinaria, il 19 giugno e, in prima e seconda sessione suppletiva, il 25 giugno ed il 2 settembre (sempre con inizio alle ore 8.30).

Si tratta di test standardizzati, anonimi e a cui i professori non dovrebbero dare alcun voto, ad eccezione della Prova INVALSI di terza media che viene somministrata come prova d’esame e quindi rientra nel computo del voto finale. L’Invalsi è l’unica prova dell’esame di Terza media ad essere Ministeriale, è fissata in tutta Italia nello stesso giorno ed è obbligatoria per tutti gli studenti ammessi a sostenere gli esami. Per la regola della rotazione, si aprirà quest’anno per tutti con i quesiti di italiano, per poi proseguire, dopo 10-15 minuti di pausa, con il test di matematica.

La prova risulta quindi strutturata in due parti:

ITALIANO – La parte A consiste in due testi da leggere, seguiti da alcune domande che hanno lo scopo di dimostrare la capacità di comprensione; si tratta di testi di narrativa (non un estratto, ma un racconto breve completo) scritti da autori contemporanei. La parte B consiste invece in una serie di 10 domande finalizzate a verificare la conoscenza delle strutture grammaticali (le parti del discorso, le frasi coordinate e quelle subordinate,…).

MATEMATICA – La prova di matematica consterà invece di 25-30 domande, sia in forma di quesiti a risposta multipla (quattro alternative) che quesiti a risposta aperta, dove gli studenti dovranno ricordarsi di riportare, oltre alla soluzione finale, anche il procedimento utilizzato. Saranno presenti domande di algebra (numeri naturali, frazioni e decimali, interi, rapporto, proporzione e percentuale,…); geometria (rette ed angoli, figure piane e solide, congruenza e similitudine, teorema di Pitagora, rappresentazione di punti, segmenti e figure sul piano cartesiano, simmetria,…); relazioni e funzioni (espressioni algebriche, equazioni e formule, relazioni, rappresentazione grafica di funzioni di proporzionalità diretta e inversa,…); misure, dati e previsioni (attributi ed unità, strumenti, tecniche e formule, raccolta di dati e organizzazione, rappresentazione dei dati, interpretazione dei dati e probabilità,…).

Non sono state comunicate sostanziali modifiche rispetto alla prova del 2013: di anno in anno vengono certo modificati testi e tipologie, ma la struttura resta dunque la stessa.

Ricordiamo però che il “kit dell’esaminando” potrà essere composto esclusivamente da penna, righello, squadra e goniometro. Calcolatrice e vocabolario sono banditi dal test. Per quanto riguarda invece la sorveglianza, essa sarà effettuata da due coppie di docenti che dovranno insegnare una materia diversa da quella d’Esame. Nessun altro, oltre ai professori nominati quali vigilanti e al presidente, potrà essere presente nelle aule durante le prove.

A prova terminata, come ogni anno, assieme alla pubblicazione dei test, a partire dalle 12.00 del 19 giugno 2014 l’INVALSI metterà a disposizione la griglia di valutazione per verificare quali e quante risposte sono state date in modo corretto e farsi un’idea su quale sarà il voto finale ottenuto. Ogni prova verrà valutata con un voto numerico da 1 a 10. Il voto finale sarà il risultato di una media aritmetica tra i voti delle prove d’esame e il voto di ammissione. Sarà un numero intero, perciò se qualcuno avrà, per esempio, 7.56 verrà “licenziato” (così si dice) con 8. In ogni caso, però, se sarà l’unica prova a non aver raggiunto la sufficienza l’invalsi non determinerà la bocciatura!

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