È arrivato oggi il sì del consiglio dei Ministri a due dei tre decreti riguardanti la pubblica amministrazione compresi nella cosiddetta riforma Madia Bis.

Il provvedimento dal riscontro mediatico più eclatante è quello che riguarda i “furbetti del cartellino”, già oggetto degli strali di Renzi:i dipendenti pubblici che si assentano dal posto di lavoro dopo aver attestato la propria presenza strisciando il badge.

Per loro, se colti in fallo, è prevista la sospensione entro 48 ore e il licenziamento nel giro di un mese, una volta riconosciutane la colpevolezza. Il dirigente di riferimento viene incluso nel provvedimento, nel caso non faccia nulla pur consapevole dell’irregolarità: in questo caso rischia anch’egli il licenziamento.

Il decreto sulle partecipate invece prevede delle modifiche riguardanti la proroga dei termini per la presentazione dei piani di razionalizzazione e gli elenchi degli esuberi previsti. Il limite per le partecipate negli enti pubblici prevede fatturato sotto un milione di euro e la presenza di un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti. Ammorbidita anche la norma sull’amministratore unico: i criteri della deroga verranno stabiliti dalla delibera dell’assemblea e non più tramite un decreto ad hoc.

Le norme previste nel decreto correttivo sui dirigenti sanitari delle Asl saranno invece esaminate durante uno dei prossimi consigli dei Ministri, in quanto oggi non era presente Beatrice Lorenzin, il cui ministero si occupa di seguire il provvedimento.