Ieri sera la venerabile madre della sottoscritta ha, come ogni sacrosanta Domenica, chiamato. Anzi importunato. Dopo aver parlato mezz’ora dei suoi piani per il futuro, dopo aver dato ampiamente dimostrazione di multiforme ingegno, si è dedicata alla “mortificazione della figlia” facendole notare come sia ingrassata. Ingrassata in modo intollerabile. La figlia in questione ha resistito più o meno per quindici minuti. Poi è esplosa in un fiume di parole irripetibili. Le parole in questione hanno, per altro, scalfito appena le intenzioni dell’importuna parente, che si è limitata a rispondere : “La solita esagerata. Per darmi ragione bastava un sì”. E ha attaccato, con la raccomandazione di mangiare meno.

Malefica e dotata di un aplomb incrollabile nato da anni e anni di vita nel Regno di Sua Maestà. Ma è questo il bello: con l’infame impenetrabile parente la “diplomazia” non serve. Quella è stata archiviata al momento della fecondazione. Da embrione le hai tirato un paio di calci nel basso ventre chiarendo intenti, prese di posizione e limiti. Grazie al cielo con la genitrice un eccesso di “diplomazia” non è necessario. Al massimo, se dotata di ragionevole buon senso, vi volterà le spalle per qualche mese, offesa da qualche scoppio d’ira da lei causato. Ma alla fine, tornerà sui suoi passi. Facendo finta di nulla. Ignorando i torti e le ragioni. Ovviamente voi avrete torto e lei ragione.

Ma, a parte il rapporto genitoriale che per sua natura non prevede troppi convenevoli, noi, riflettiamoci pure insieme fratelli e sorelle mie, viviamo una vita all’insegna di quelle che oggi sono definite “pubbliche relazioni”. Se vuoi sopravvivere in questo stagno sovra affollato devi badare a come parli, a come ti poni, a quello che dici e scrivi, per più o meno venti ore al giorno, inclusa la fase rem del sonno.

Un incubo. Una tortura che nemmeno il papà della letteratura italiana ha tenuto in conto quando ha scritto la “Divina Commedia”. “Voi sarete pr di voi stessi per l’eternità” non è una pena considerata in nessun girone infernale. “Voi giacerete un’eternità sotto la pioggia, voi digiunerete in eterno, voi striscerete nel fango, voi verrete sbranati ancora coscienti da Satana”. Affascinanti pene per veri peccatori. Ma ormai demodé. Se si potessero aggiungere delle pene al filone Dantesco, personalmente darei spazio al “Tu per sopravvivere in questa terra di lacrime e sangue sarai carina e gentile con il re dei sopravvalutati coglioni. Con i servi con troppo potere. Con le idrofobe cape piene di risentimento e veleno negli occhi”. Sì.

Ed in tutto questo, da aggiungere a caratteri netti e cubitali, “Non potrai in nessun modo trovare conforto nell’alcol, nelle droghe leggere e nei vizi emotivamente appaganti”. Pr senza aiuti esterni. Pr senza rum e senza sesso di salvezza. Un incubo. Il “Direttore”, la medusa infernale per eccellenza, davanti alle mie continue esplosioni di rabbia nei confronti del genere umano, ride , frustando con piacere redattori, assistenti e zerbini dell’Ikea. Lui la sa lunga. Lui ha già trovato la soluzione ai mali del mondo. E se la tiene per se. Stamane ho espresso il mio dissenso nei confronti di questo moderno stile di vita sui social. Gli utenti si sono scatenati. Irene ha sentenziato “Quanta finta gentilezza per quattro porci!”, Gennaro ha consigliato di sfogarsi in qualche modo prima di esplodere come una bomba. Sfogarsi. Sì, ma come? Con chi?

Oggi come oggi devi tenere i nervi saldi ed il sorriso stampato in faccia. Ormai anche sugli stessi social network, prima di litigare furiosamente con qualcuno, devi analizzare il profilo degli “infami” con attenzione e dedurre se siano o meno collegati al tuo lavoro. Se per caso il cretino di turno non è, ad esempio nel mio caso, un assistente di scena, un assistente del responsabile di una qualche rete televisiva, o addirittura autore di un qualche programma. Per una risposta data male la pena è l’esilio dal mondo degli “aperitivi lavorativi”, dalle “presentazioni di collezioni e nuovi locali”, dalla vita sociale necessaria a sopravvivere. L’eccessiva connessione nata da facebook ti mette nelle condizioni di temere qualunque account. Di non poter litigare come Dio comanda con nessun estraneo. Diplomazia, diplomazia, diplomazia. E’ la parola d’ordine per sopravvivere in questo mondo folle e tachicardico.

Oggi più che mai devi riflettere profondamente e respirare per mezz’ora ogni volta che apri la bocca, ogni volta che scrivi un post, ogni volta che rispondi ad una serie infinita di post imbecilli. Balotelli , calciatore, giovanissimo, strapagato e coccolato è stato sgridato dal Milan per (non)aver ribattuto con violenza ad un numero infinito di commenti ingiuriosi delle tifoserie avversarie. Sottolineo il “non” visto che il protagonista della vicenda non possiede nessun profilo ufficiale su twitter (teatro del dramma in questione). Il poveretto è stato poi preso d’assalto dal web, che invece lo ha accusato di “ingratitudine”e “tradimento”. A sto giro il ragazzo non aveva nemmeno fiatato. Ma in teoria anche un paratissimo e osannatissimo Balotelli non è al di sopra di questi giochi “straccia nervi”. Certo, Mario non dovrà parlare al telefono ventiquattro ore al giorno con personaggi a lui fondamentali ma fondamentalmente cretini e altezzosi. O almeno me lo auguro per lui. Noi poveri mortali no. Noi ingoiamo rospi e cazzate come fossero tortellini. Scotti e sciapi. Ci sciogliamo in grandi sorrisoni, mentre la furia omicida si fa largo attraverso il mare di “cagate pazzesche” a cui i soliti idioti sottopongono le nostre orecchie. Se sei donna poi, devi pure tollerare (entro certi limiti) battutine da commedia trash dei Vanzina, occhiate languide ed approcci monumento di virilità ormai agonizzanti e definitivamente perdute. Sì. Sfogarsi in qualche modo sarebbe salutare. Litigare con qualcuno anche. Ma la macchia d’olio della diplomazia, della gentilezza forzata quanto la galera, ci ha ampiamente circondati e assediati. E sussurra pure ‘sta zoccola melliflua: “Tranquilla, troverai pace e sfogo prima o poi. Da morta”. La risposta state tranquilli esiste: una risposta ecumenica per poi passare ad una realtà esistenziale. Ovvero un Vaffanculo comune a tutta la vostra rubrica. Sfogatevi signori e signore. Sfogatevi. Magari addebitando il costo del “vaffanculo”.

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