“Paga o ammazzo tuo figlio. Se non paghi te lo ammazziamo, non lo rivedi più”. Sono le minacce rivolte dal pugile Mirco Ricci, campione italiano e intercontinentale Wba dei mediomassimi, a una donna che doveva ripagare un debito di droga di 5.150 euro.

Il pugile ha rapito il bambino di 9 anni mercoledì scorso alle prime luci dell’alba, facendo irruzione nell’appartamento in cui viveva con la madre. Ricci ha immobilizzato la donna prendendola a pugni. Una brutale aggressione che ha procurato alla madre del bambino la frattura delle costole. Il piccolo è stato portato nell’abitazione di un’amica del pugile, la 25enne Sonia Cataldi.

Nelle ore successive al sequestro la madre ha cercato invano il figlio prima di decidersi a denunciarne il rapimento giovedì sera. La squadra mobile è riuscita a individuare e a liberare il bambino dopo un’indagine serrata durata 48 ore. Grazie alle intercettazioni telefoniche gli inquirenti hanno individuato il covo dei rapitori in un’appartamento di Val Cannuta nella zona dell’Aurelio. La liberazione è avvenuta dopo tre perquisizioni grazie all’intervento degli investigatori della IV Sezione Reati sessuali e in danno di minori.

Le manette sono scattate per il pugile, per la madre Palma Condemi, la sorella Francesca e Sonia Cataldi. Le accuse di cui dovranno rispondere i quattro fermati sono gravissime: sequestro di persona a scopo di estorsione con l’aggravante della minore età della vittima. A eseguire l’arresto sono stati gli uomini della squadra mobile di Luigi Silipo.

Non è la prima volta che il pugile Mirco Ricci si macchia di un reato. Nel 2014 Ricci ribattezzato Predator era stato arrestato nel quartiere San Paolo per lesioni e rapina. Un mese fa è stato invece coinvolto in una rissa al Palaboxe al Tiburtino in cui è rimasta ferita accidentalmente una bambina. Nel luglio del 2014 Ricci era stato gambizzato al Foro Italico mentre si trovava a bordo di un’auto in compagnia della fidanzata.