Gran Bretagna. Lei aveva solo 8 anni, quando subì gli abusi di un pedofilo di 56 anni. L’uomo non finì nemmeno in prigione ma in un centro di riabilitazione per sei anni. Questa sentenza turba profondamente la bambina: ha problemi comportamentali a scuola, ed è ossessionata dal suo carnefice, perché è convinta che un giorno o l’altro lui tornerà a prenderla.

Sei anni dopo – siamo a novembre  - decide di farsi giustizia da sola: si presenta a casa del pedofilo – lui vive a Bradford - e lo colpisce al petto con un coltello da cucina davanti ai figli. Le sfiora il cuore e recide alcune arterie che pompano il sangue nel ventricolo destro. L’uomo riesce a salvarsi grazie all’intervento prima dei paramedici e poi dei chirurghi che lo operano. La ragazzina torna a casa, abbraccia la zia, le sussurra in un orecchio “Dì alla mamma che le voglio bene“, e poi si costituisce.

Il giudice- si chiama Jonathan Durham Hall - che deve emettere un verdetto su questo caso di tentato omicidio, si rifiuta di condannare la ragazza al carcere, e prima di leggere la sentenza - due anni di riabilitazione in una comunità di recupero – spiega i motivi della sua decisione: “Sarebbe un disonore mandare in prigione una sopravvissuta come te. Se qualcuno dovesse provarci, pagherò io le spese legali per difenderti“.