Aosta al primo posto e Vibo Valentia all’ultimo: questi i due estremi individuati dall’edizione 2016 dell’annuale classifica sulla qualità della vita nelle province italiane prodotta dal Sole 24 Ore.

Cambiano dunque la migliore e la peggiore provincia in cui vivere,in quanto Bolzano e Reggio Calabria l’anno scorso figuravano nelle due posizioni liminari. Curiosamente si tratta del terzo record positivo e negativo per entrambe le città nell’arco dei 27 anni in cui è stata proposta l’indagine.

Tra le novità introdotte per il 2016 vi è un maggiore concentrazione su fattori che attengono alle esigenze della collettività: si va dalle possibilità lavorative per i giovani al valore della casa, dall’offerta del welfare alla possibilità di integrazione per gli stranieri, fino all’innovazione e alla partecipazione civile.

In tutto i parametri utilizzati dai ricercatori per effettuare i rilievi statistici sulla qualità della vita sono 42: per quanto siano cambiati alcuni dettagli, rimane però ampio il divario tra Nord e Sud, e il sempre maggiore vantaggio delle piccole province rispetto a quelle più grandi.

Su questo particolare fa eccezione Milano, che si piazza in seconda posizione, seguita poi da Trento, mentre la numero 1 dell’anno scorso – Bolzano – si ferma al settimo. Tra le metropoli ci segnalano positivamente anche Firenze (6°), Bologna (8°), Roma (al 13°) e Torino (35°).

Le posizioni finali sono invece occupate da città calabre, campane e pugliesi: oltre alla già citata Vibo Valentia gli ultimi cinque posti sono occupati da Crotone, Napoli, Caserta e Reggio Calabria. Una predominanza meridionale negativa che si ferma solo nella fascia 70 – 80 su un totale di 110 province.