Con oggi, 18 febbraio, Mercoledì delle Ceneri, si chiudono ufficialmente le celebrazioni del Carnevale e si entra in Quaresima, il periodo di quaranta giorni che la Chiesa dedica alla preparazione della Santa Pasqua, che si festeggerà il 5 aprile. Secondo il rito romano la Quaresima ha infatti inizio il mercoledì delle Ceneri e si conclude con il tramonto del Giovedì Santo, che quest’anno cadrà il 2 aprile. Diversamente, invece, il rito Ambrosiano colloca l’inizio della Quaresima alla domenica che segue il Mercoledì delle Ceneri romano, per concluderla anch’esso con l’Ora Nona del Giovedì Santo.

A partire dal quarto secolo si è affermata la tendenza a considerare questo periodo  un tempo di penitenza e rinnovamento, attraverso la pratica del digiuno e dell’astinenza dalle carni. Durante la Quaresima, ogni anno, la Chiesa ricorda infatti i 40 giorni trascorsi da Gesù nel deserto. Le prime testimonianze sul Mercoledì delle Ceneri risalgono invece al X secolo quando, dopo essere state benedette, le ceneri  venivano imposte ai soli penitenti che, ricevuta la penitenza dal Vescovo, attendevano il giorno della riconciliazione vestiti di un sacco. In seguito, venendo meno l’usanza della penitenza pubblica, la Chiesa estese il rito a tutti i credenti, per ricordare il comune destino mortale. Le ceneri, secondo la tradizione, sono ricavate dai rami di ulivo benedetti l’anno precedente, durante la Domenica delle Palme. Il sacerdote le benedice, quindi le impone, prima a se stesso e poi a tutti i fedeli, pronunciando la formula tradizionale “Ricordati, uomo, che sei polvere e polvere ritornerai“.

Nella determinazione della durata del periodo di Quaresima si fa riferimento alla frequente ricorrenza del numero 40 legato ad episodi biblici come i quaranta giorni del diluvio universale; i quaranta passati da Mosè sul monte Sinai; i quaranta giorni che impiegarono gli esploratori ebrei per perlustrare la terra in cui sarebbero entrati; i quaranta giorni camminati dal profeta Elia per giungere al monte Oreb; i quaranta giorni in cui Gesù ammaestrò i suoi discepoli tra la resurrezione e l’Ascensione e i quaranta che passò digiunando nel deserto.

E’ dunque questo un periodo fortemente evocativo, particolarmente adatto al rinnovamento spirituale, come ha ricordato Papa Francesco nel suo messaggio: “La Quaresima è un tempo di rinnovamento per la Chiesa, le comunità e i singoli fedeli. Soprattutto però è un ‘tempo di grazia’”. Così il Santo Padre invita a “rompere l’indifferenza” aiutando l’altro “con gesti di carità, raggiungendo sia i vicini che i lontani”. “La Quaresima è un tempo propizio per mostrare questo interesse all’altro con un segno, anche piccolo, ma concreto, della nostra partecipazione alla comune umanità”. Un invito a vivere la Quaresima “come un percorso di formazione del cuore”.