La zona 2 di Milano ha fatto passare una mozione a favore dello zooning, ovvero della creazione di alcuni spazi delimitati per la prostituzione, seguendo il modello già rodato a Mestre. La mozione ha ottenuto 14 voti a favore – PD, Sinistra per Pisapia, gruppo misto, Sel, Sovranità ai Verdi, Radicali -, 8 contrari – Lega Nord, Forza Italia e un consigliere del PD -, mentre altri 3 consiglieri si sono astenuti – due sono del partito democratico. Sul tema si sono divisi maggioranza ed opposizione – Sovranità in questa occasione non si accoda alla Lega e vota sì.

Secondo il consigliere radicale il radicale Yuri Guaiana – è colui che ha presentato la mozione – “il fenomeno della prostituzione di strada non si può né eliminare, come vorrebbero alcuni, né nascondere sotto il tappeto, si può solo tentare di governare“. Il consigliere ammette che “in Olanda si passò dallo zooning come prima regolamentazione per arrivare ai quartieri dedicati“, ma il suo modello resta quello di Mestre.

Dal 1995 funziona così e i dati dicono che in 20 anni il numero delle prostitute è crollato di due terzi. A Mestre fuori dalle zone rosse è vietato prostituirsi, mentre le aree per la prostituzioni sono dotate di “servizi igienici, ma anche la presenza di educatori per agevolare l’uscita dal racket dello sfruttamento le donne che ne fossero vittima“.

Contraria alla mozione la consigliera di Forza Italia Silvia Sardone: “La preoccupazione principale è che i luoghi scelti per gli eventuali quartieri a luci rosse siano come al solito quartieri periferici, già molto colpiti da insicurezza. Si rischiano veri e propri ghetti. Il voto in aula, in una zona che ha molte aree disagiate e degradate, preoccupa in considerazione del bassissimo livello di attenzione dell’amministrazione nei confronti delle periferie“.