Continua a impazzare il caso di Quarto, dove il primo cittadino Rosa Capuozzo del Movimento 5 Stelle è finito nell’occhio del ciclone per alcune accuse di collusione con elementi mafiosi che avrebbero sostenuto la sua elezione, poi completamente ribaltate nella mancata denuncia del consigliere comunale De Robbio, in seguito espulso dal Movimento.

Nella giornata di ieri i carabinieri hanno perquisito gli uffici del Comune, l’abitazione della Capuozzo e del capogruppo Alessandro Nicolais alla ricerca di materiale compromettente che potesse collegarli ad Alfonso Cesarano, imprenditore con notori rapporti con la camorra che dopo la sconfitta del candidato del Pd aveva puntato tutto sulla neo sindaco di Quarto.

Ma a tenere banco e a determinare il processo di espulsione, inviato proprio questa mattina dal Movimento 5 Stelle all’indirizzo della Capuozzo, è la mancata segnalazione dei ricatti a opera di De Robbio, che il primo cittadino continua a definire semplici pressione politiche.

La versione è confermata dal post pubblicato sul blog di Beppe Grillo in cui, dopo aver riportato le intercettazioni delle telefonate dalla Capuozzo ai suoi consiglieri in cui lamentava le intimidazioni camorristiche, si afferma che il politico sarebbe venuto meno ai propri doveri non denunciando l’avvenuto. “La camorra a Quarto ha perso, perché non è riuscita a incidere in alcun modo sull’amministrazione e tutte le richieste pervenute sono state rimandate indietro duramente. Ma dalle parole di Rosa Capuozzo è evidente che si è trattato di un caso di ricatto da parte dell’ex consigliere Giovanni De Robbio, al contrario di quanto da lei stessa sostenuto nelle sue dichiarazioni pubbliche e di quanto riferito ai membri del M5S nei diversi incontri avuti, in cui ha parlato di semplici pressioni politiche.”

Quella rivendicata dal Movimento è, stando alle parole di Grillo, un’onestà di tipo assoluto che si richiama persino all’operato di Borsellino: “È dovere di un sindaco del MoVimento 5 stelle denunciare immediatamente e senza tentennamenti alle autorità ogni ricatto o minaccia che riceve. Perché noi siamo geneticamente diversi dai partiti che invece di sbattere la porta in faccia alla criminalità organizzata, come fatto a Quarto, la fa accomodare e sedere al proprio tavolo per spartirsi la torta. E la nostra differenza sta proprio nel non predicarla solamente, l’onestà, ma nell’applicarla giornalmente. Come diceva Paolo Borsellino in riferimento alla necessaria pulizia da fare all’interno dei partiti, non bisogna soltanto essere onesti, ’ma apparire onesti’, al di fuori di ogni dubbio e al di sopra di ogni sospetto.

Dalle indagini però emergerebbero precedenti segnalazioni della Capuozzo, risalenti a novembre, indirizzate proprio a Luigi De Maio e Roberto Fico in merito alle intimidazioni ricevute: la donna chiedeva che il comune di Quarto venisse commissariato per evitare il peggio. Un appello che però, dovesse essere confermata questa versione, non sarebbe stato accolto dai leader del Movimento, con il conseguente precipitare degli eventi e l’espulsione di oggi.