Iniziano finalmente a distinguersi in maniera più i contorni della vicenda gravitante intorno alle infiltrazioni mafiose a Quarto, che inizialmente erano apparsi alquanto confusi.

A fare luce sull’accaduto sono le affermazioni del sindaco della cittadina campana, Rosa Capuozzo, che è stata espulso dal Movimento 5 Stelle con l’accusa di non avere denunciato tempestivamente le minacce avanzate dall’ex consigliere Giovanni De Robbio, anch’egli cacciato (ma ben prima dell’inizio della tempesta mediatica).

La donna è stata infatti ascoltata in questi giorni dal pm Henry John Woodcock che si sta occupando delle indagini. La Capuozzo ha allora riferito di aver “informato immediatamente l’onorevole Fico del mio interrogatorio e del contenuto di tale interrogatorio“, riferendosi alla prima sessione di domande avvenute il 24 novembre.

Stando ai documenti delle indagini il primo cittadino di Quarto avrebbe avuto sentore delle intenzioni minacciose di De Robbio solo quando questi, al loro terzo incontro privato, le avrebbe riferito dell’abuso edilizio compiuto dal marito. In un messaggio su Whatsapp indirizzato al vicesindaco la Capuozzo confidava che “De Robbio è stato di un’aggressività disarmante”.

Da quel momento la donna aveva stabilito di denunciare l’accaduto, armandosi anche di dispositivi per videoregistrare di nascosto le successive conversazioni. A quanto pare dopo aver parlato con Roberto Fico della pericolosità del consigliere la procedura di espulsione avrebbe subito una decisa accelerazione.

La domanda implicita che resta nell’aria è allora il motivo dell’espulsione della Capuozzo, accusata proprio di aver avvertito troppo tardi i vertici del Movimento 5 Stelle. L’unica risposta al momento è proprio quella del sindaco, che ha deciso di non dimettersi.

Sul suo profilo Facebook è infatti comparso un messaggio che lascia poco spazio di manovra per un’eventuale riconciliazione. “È inutile avere le mani pulite se poi le si tiene in tasca. Il M5S ha avuto l’occasione di combattere il malaffare in prima linea con un suo Sindaco che lo ha fatto, ma ha preferito scappare a gambe levate, smacchiarsi il vestito, buttando anche il bambino insieme all’acqua sporca. Non si governano così i Comuni e i territori difficili, non si abbandonano così migliaia di persone che hanno creduto in noi e nel movimento.”

La Capuozzo oppone le due decisione, fornendo giudizi di merito netti :”È una forma di rispetto che Quarto meritava: rimanere e combattere. È stata fatta una scelta politica in una stanza grigia di Milano. Io ho fatto una scelta di principio per i cittadini onesti di Quarto. Ora lavoreremo per il territorio in modo ancora più incisivo con i principi del movimento nell’anima.”