E anche Pasqua è andata.
E insieme a lei anche quel secondo momento dell’anno in cui, dopo il rosso e costoso Natale, hai l’obbligo morale di rivedere quel nauseante codazzo di parenti e semisconosciuti con cui non hai nulla da condividere a parte, forse, il piatto dei salumi del pranzo pasquale, mal tagliati da un qualche zio volenteroso e con istinti repressi da “macellaio di paese”. Di solito ne contiamo almeno uno per famiglia. Ne proporrò il censimento ufficiale il prossimo anno.
E’ andata anche lei, la Santissima Pasqua. L’Angelus in Piazza San Pietro ha fatto “un botto” di ascolti, confermando così a “Mamma Rai” di essere sempre e comunque una solida certezza del palinsesto nazionale del fine settimana.
Passata la Pasqua rimangono le uova. Quelle che in età scolare e prescolare attendevi con ansia e con le papille gustative al galoppo. Sul tavolo della cucina troneggiano kili di uova, ovetti, zuccherini, confettini, briciole consistenti di colombe arroganti e regalini di varie dimensioni che aspettano solo di essere “sbolognati” tra grandi sorrisi ai figli dei vicini.

Finalmente sola e lontana dal “polpettone al veleno per topi” della nonna, ti lasci andare a grandi sospiri ed a romantiche divagazioni sull’amore della propria vita immaginando, la prossima Pasqua, di vederti arrivare “l’azzurro imbecille” a bordo di un elicottero e come manco Tom Cruise nei suoi giorni migliori, ti cali una corda dal velivolo e modello James Bond ti depositi su una spiaggia bianca all’ombra di una palma. Divaghi e mangi cioccolato. E le divagazioni ti si mettono tutte sui fianchi.
Sospiri a pasquetta. Ti concedi qualche telefonata alle amiche. Comunicazioni a base di “lamentala”(la stessa per tutte): nessun fidanzato nel raggio di cento km ha preso uno straccio di romantica iniziativa. Orde di amiche incazzate elogiano il mio stato di single incallita.
Mi chiedono qual’è il trucco per essere una “zittella acida”. Non ho ancora capito se stavano sfottendo con stile o se erano effettivamente interessate a sapere qual’è il trucco per (le cito) “stare così bene con te stessa”.

Maturando le donne cominciano a parlare come libri di psicologia da tre soldi. Di quelli che ti regalano insieme al manuale di cucina ed ai bollini della “Coop”.
Mah. Pasqua è appena passata, dal divano sgualcito e graffiato rido: penso a Gandalf e rivedo Napolitano vestito da “mago bianco” mentre prova il tutto per tutto per salvare hobbit e nani, mi strozzo col cioccolato, mi faccio invidiare dalle amiche, bevo gelide bibite zuccherate e mi chiedo se quest’ultima frase verrà censurata malamente dal direttore. Quella sul Gandalf/Napolitano. Chissà se s’incazza. Il direttore ovviamente.

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