Continua la sfilata di leader politici e figure istituzionali al Quirinale, dove Sergio Mattarella sta cercando di venire a capo della crisi di governo seguita alle dimissioni presentate da Matteo Renzi dopo la sconfitta del 4 dicembre.

Nella giornata di ieri il Presidente della Repubblica ha avuto colloqui fondamentali con le alte cariche dello Stato rappresentate da il presidente del Senato Pietro Grasso, la presidente della Camera Laura Boldrini, e infine il suo predecessore Giorgio Napolitano.

Oggi sono invece attesi i rappresentanti dei partiti minori e la Lega Nord, che ha anticipato l’appuntamento di sabato, giornata in cui Mattarella estenderà le consultazioni alle maggiori forze politiche italiane. L’obiettivo è quello di arrivare a una risoluzione già lunedì prossimo, dopo una domenica dedicata a una pausa di riflessione.

Dal suo profilo Facebook Matteo Salvini ha ribadito quella che è la posizione ufficiale del Carroccio, che chiede un immediato ritorno alle urne: “Napolitano e Mattarella che pensano a come rimandare il voto… Basta, è una VERGOGNA! 32 milioni di italiani che domenica sono andati a votare per scegliere la Costituzione, hanno il diritto di scegliere un nuovo Parlamento! Dopo Renzi solo le elezioni. #votosubito

Simile anche la richiesta avanzata da Luigi Di Maio, il più probabile candidato alla Presidenza del Consiglio del Movimento 5 Stelle. L’accusa in questo caso riguarda il presunto tentativo di rimandare le elezioni per mantenere intatto il mandato dei parlamentari, che solo a settembre 2007 potranno godere del vitalizio: “Per noi si deve andare subito alle elezioni. La proposta per la legge elettorale l’abbiamo fatta, chiamatela pure con simpatia ‘legalicum’. I cittadini italiani devono scegliere con libere elezioni. Basta con i Governi fabbricati in provetta.”

E sul sito di Beppe Grillo si prospetta una situazione catastrofica data dai provvedimenti economici presi dal governo Renzi, che porteranno il prossimo governo a dover fare i conti con l’austerità che richiederà l’Europa. L’unica soluzione, sostiene il post, sarebbe quella di “un governo politico a guida M5S, che decida di reperire le risorse necessarie non da nuovi tagli allo stato sociale ma da sprechi, corruzione e deficit produttivo, ripudiando se necessario i folli trattati europei che ci strozzano dal 2008 e approvando la misura più urgente per il Paese: un reddito di cittadinanza condizionato per aiutare le moltissime famiglie in difficoltà e reintrodurle al lavoro.”

Al momento le ipotesi al vaglio di Mattarella, contrario al voto immediato senza prima aver sistemato le leggi elettorali di Camera e Senato, restano solo: una nuova proposta di governo a Renzi, un governo di scopo retto da una figura istituzionale come Grasso, oppure la scelta di un nuovo premier che possa gestire le larghe intese richieste dallo stesso ex Presidente del Consiglio.