L’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, che arriverà al Quirinale in seguito alle dimissioni di Giorgio Napolitano, entra sempre di più nel vivo. Il parlamento italiano si riunirà in sessione comune soltanto il prossimo 29 gennaio – giorno in cui l’Italia potrebbe avere già il nuovo Capo di Stato – ma fino ad allora i gruppi politici procederanno con le consultazioni.

Lunedì 26 gennaio il Premier Matteo Renzi incontrerà i gruppo del suo Partito Democratico mentre martedì 27 sarà la volta di tutti gli altri partiti – tranne il Movimento Cinque Stelle. Quest’ultimo potrebbe non partecipare alle consultazioni per il Quirinale dato che il suo leader, Beppe Grillo, nel corso della manifestazione a Roma #LaNotteDellOnestà, ha fatto praticamente intendere che i grillini non vorrebbero prendere parte ad una scelta che secondo lui sarebbe già stata presa: “I giochi sono già fatti, noi decidiamo poco“, riferendosi ovviamente anche al Patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi.

Per il momento, nonostante i tantissimi nomi che sono circolati, non c’è davvero nessuna personalità che sia riuscita a guadagnarsi la palma di più accreditata per la successione di Napolitano al Quirinale. Renzi ha più volte dichiarato di non voler fare alcun nome, evitando così di andare a bruciare la candidatura di possibili pretedenti alla Presidenza della Repubblica Italiana.

Fra i nomi spuntati fuori per il Quirinale, però, vi sono stati quello del direttore d’orchestra Riccardo Muti, dei politici Giuliano Amato e Paolo Romani, di Emma Bonino (che al momento ha seri problemi di salute cui dare priorità assoluta), Pierluigi Bersani e persino di Romano Prodi.

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