La terza votazione per l’elezione del dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana si è conclusa, come le prime due, con una fumata nera. Nessuno dei candidati proposti dai vari schieramenti  per il Quirinale ha infatti raggiunto il quorum.  Le schede bianche sono state 514, presumibilmente si tratta dei voti raccolti dal PD che non intendono “bruciare” la candidatura di Sergio Mattarella.

Ferdinando Imposimato, il candidato dei pentastellati, ha ottenuto 126 voti. Vittorio Feltri, proposto da Fratelli d’Italia e dalla Lega Nord, ha totalizzato 56 voti. Luciana Castellina, la scelta di SEL, si è fermata a quota 34. Nel corso del terzo spoglio, non sono mancati ancora una volta i nomi improbabili tra cui il cantautore Francesco Guccini, l’ex calciatore Roberto Bettega e il presentatore televisivo Ezio Greggio.

Per l’elezione al terzo scrutinio occorreva la maggioranza qualificata: 673 voti su un totale di 1.009. Dal quarto scrutinio non saranno più necessari i 2/3 dei voti. Sabato mattina, infatti, l’elezione sarà valida se il candidato otterrà la maggioranza assoluta di 505 voti. Il PD al momento ha raccolto 580 voti dai grandi elettori del suo partito, che voteranno compatti Sergio Mattarella alla quarta chiama, da SEL e da alcuni dissidenti del Movimento 5 Stelle.

Forza Italia, nel corso della riunione dei gruppi di Camera e Senato,  ha ribadito la sua intenzione di non partecipare alla quarta votazione, rimandando a stasera una decisione definitiva:

L’orientamento è quello di non partecipare alla quarta votazione, ma questa sera ci sarà una nuova riunione per fare il punto.

Gli esponenti di FI sono in stretto contatto con l’NCD di Alfano per valutare un’eventuale linea comune. Anche Alfano, infatti, non è favorevole all’elezione di Sergio Mattarella. Il leader del Nuovo Centro Destra ha però confermato il suo appoggio al Premier Matteo Renzi, necessario al PD per attuare il programma di riforme. Renzi, secondo le ultime indiscrezioni, oggi avrebbe incontrato nuovamente Alfano, chiedendogli di rivedere le sue posizioni per il voto di domani e reputando incoerente la decisione dell’NCD di non convergere sul candidato del PD. Secondo Augusto Minzolini, senatore di Forza Italia ed ex direttore del Tg1, c’è però il 75% di probabilità che Sergio Mattarella domani venga eletto Presidente della Repubblica.

I pentastellati, dal loro canto, si riuniranno stasera alle 21 per decidere che linea adottare nel corso della quarta chiama. Nei giorni scorsi i grillini avevano annunciato di essere disposti a votare Sergio Mattarella pur di rompere il patto del Nazareno, ma poche ore fa sul blog di Beppe Grillo è apparso un articolo che critica apertamente l’operato del giudice della Corte Costituzionale, all’epoca in cui ricopriva la carica di Ministro della Difesa del governo Amato. A Mattarella si contesta di aver negato la correlazione tra l’esposizione all’uranio impoverito e il picco di linfomi e leucemie registrato tra i militari italiani in missione nei Balcani.

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