L’unica cosa certa è che da domani inizieranno le votazioni per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica. Per il resto la situazione è abbastanza ingarbugliata. Ci sarebbe un nome che potrebbe piacere a gran parte del Partito Democratico e a Forza Italia ed al Ncd è Giuliano Amato. Sul suo nome sono intervenuti anche delle lobby di altro profilo, e piace pure al partito socialista europeo. Peccato che tutto questo insistere stia finendo per irrigidire un po’ troppo il king maker, ovvero Matteo Renzi. La ragione sarebbe semplice: in questo modo il suo ruolo finirebbe per essere sminuito.

Il premier preferirebbe un altro giudice costituzionale, Sergio Mattarella, che sicuramente piacerebbe all’area democristiana, non dispiacerebbe ai bersaniani, e dovrebbe incontrare simpatie pure in Sel. Il nome però piace poco al centro-destra – Silvio Berlusconi dice di essere “stretto tra tecnici, comunisti e cattocomunisti“. L’ex-Cav di lamenta perché vorrebbe ottenere qualcosa dopo aver appoggiato il governo sulla legge elettorale. Non è un caso che pure Denis Verdini, l’uomo in Forza Italia più vicino a Renzi abbia affermato che “a tutto c’è un limite“.

Più staccato nella corsa c’è invece Pier Carlo Padoan. Sarebbe quello preferito dal premier perché gli permetterebbe in un colpo solo di controllare il Quirinale e di poter mettere un fedelissimo al ministero dell’Economia, ma questo nome difficilmente potrebbe superare le resistenze interne al Pd. Pure Alfano si è messo di mezzo all’ipotesi Padoan quando ha sostenuto che “il successore di Napolitano dovrà essere un politico, non un tecnico“.

E allora? L’ipotesi più probabile è che alla fine nessuno di questi nomi finisca per essere il prossimo Presidente della Repubblica. Potrebbero spuntare nomi dell’ultimo minuto – uno dei più ripetuti è Anna Finocchiaro, che per questo motivo si sta già bruciando un po’ -, e attenzione alle carte coperte di Matteo Renzi, ovvero a dei nomi che il premier potrebbe far spuntare all’ultimo. Non per niente in consiglio dei ministri lo hanno soprannominato “Last Minute“.

Qualcuno ha provato ad immaginare quello che frulla in testa al premier, immaginando una candidatura all’ultimo del Presidente del Senato Pietro Grasso, o del giudice Raffaele Cantone. Probabilmente però i nomi in ballo sono altri.

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