L’Unione Europea, e più in particolare la Commissione Europea, ha presentato il documento in cui vengono illustrate le nuove linee guida sull’immigrazione. La Comunità sta cercando infatti di affrontare il grave problema dell’arrivo di milioni di migranti sul proprio territorio, la maggior parte dei quali provenienti dall’Africa. Un problema, quello degli sbarchi e degli arrivi, ben noto all’Italia, Paese in prima linea per quanto riguarda il problema. Un problema da affrontare seriamente anche perché finora sono stati innumerevoli anche gli incidenti che hanno causato la morte di migliaia di persone, molte delle quali mai più recuperate dal fondo del mare.

Le quote immigrati sono state riviste soprattutto per rispondere alle esigenze dei Paesi meridionali dell’Unione Europea, che si sentirebbero fortemente discriminati da parte del trattato di Dublino (secondo cui la richiesta di asilo degli immigrati deve essere effettuata per forza nel Paese di arrivo). La Commissione Europea ha cercato di delinearle affidando a quattro parametri che hanno avuto funzione di criteri selettivi: popolazione, prodotto interno lordo, livello di disoccupazione e numero di rifugiati già presenti sul territorio nazionale.

Quote immigrati: l’Italia

In base al documento stilato dalla Commissione Europea, l’Italia si colloca al terzo posto, dopo Germania e Francia, per numero degli immigrati che dovrebbe ospitare. In realtà, dato che il numero previsto di coloro che hanno richiesto asilo è già stato raggiunto, il nostro Paese non dovrebbe accogliere ulteriori migranti. Per quanto riguarda Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca, questi tre Paesi potranno avvalersi della possibilità di non partecipare all’assegnazione di quote immigrati. I Paesi potrebbero avvalersi infatti di una clausola di esonero prevista dalla stessa Ue, che non dovrebbe comportare alcuna conseguenza nei loro confronti.

Il lavoro della Commissione Europea sarà poi completato a fine mese, quando sarà reso noto un programma di reinsediamento per circa 20 mila profughi: per metterlo in pratica, l’Unione stanzierà un finanziamento supplementare di 50 milioni di euro per il biennio 2015/2016.