Almeno il 40% di donne elette nei consigli regionali: questo l’obiettivo che per le prossime elezioni si pone la nuova legge sulle quote rosa approvata nella giornata di ieri dalla Camera dei deputati con una votazione che ha visto prevalere nettamente il fronte dei sì con 334 deputati contro 91 contrari (tra questi prevalgono Lega Nord e Movimento 5 Stelle).

Il target del 40%, al momento potrebbe sembrare utopico, dato che la quota femminile attestata a oggi è del 18%, contro il 32% di media riscontrato nelle elezioni nazionali dei Paesi membri dell’Unione Europea.

Le misure approvate nella legge per le quote rose prevedono casistiche differenti a seconda della possibilità o meno per l’elettore di esprimere la preferenza intorno ai candidati.

Nel caso in cui ciò sia possibile le liste dovranno proporre liste di candidati la cui composizione non superi il 60% di cittadini dello stesso sesso. Inoltre delle due preferenze minime da segnare una dovrà essere riservata a un candidato di sesso opposto al primo, altrimenti vi sarà l’annullamento di tutte le preferenze antecedenti.

Per quanto riguarda le liste bloccate – ovvero senza espressioni di preferenze – l’alternanza dovrà essere predisposta di modo che si rispetti il medesimo criterio del 60%. Espediente simile anche per i collegi uninominali.

In alcune casi le Regioni avevano già adottato in modo autonomo simili accortezze, come per esempio Abruzzo, Puglia, Toscana, Lombardia, Umbria, Emilia-Romagna e Campania.

La legge dunque fa il paio con quelle del 2012 e 2014, rispettivamente riguardanti enti locali ed elezioni europee, e precede le misure inserite nell’Italicum, il tutto seguendo e rendendo esplicito e normativo il principio dell’articolo 117 della Costituzione in cui si legge che “le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive”.

L’approvazione di questo nuovo provvedimento in ambito quote rosa è stato salutato con grande favore da Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, la quale ha dichiarato che “è stato compiuto un altro passo fondamentale verso la piena cittadinanza di donne e uomini nel nostro Paese: si tratta di un contributo determinante per la qualità della nostra democrazia”.